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Tutti gli anni si ripete come un mantra. “Destagionalizziamo”. Sì, ma chi? Tutti gli anni si ripete come un mantra, ma la storia è sempre la stessa. La destagionalizzazione è solo una lettera morta che per mesi resta chiusa in un cassetto. Fino a quando a qualcuno non viene in mente di prenderla, ma giusto per rispolverarla un po’.

L’argomento è sempre attuale. Fa discutere, divide, risveglia le coscienze. Però, puntualmente, si fa fatica a trovare la quadra sulla possibilità di allungare la stagione. Se ne discute più al bar che nelle ‘stanze dei bottoni’.

Forse è chiedere troppo provare a fare gruppo per mettere a punto un progetto di promozione, naturalmente a livello comprensoriale, con l’obiettivo di rendere fruibile l’Elba nel periodo di bassa stagione. O forse non interessa a nessuno lavorare tutto l’anno e far vivere quest’isola a 360 gradi. Parliamoci chiaro, se ne gioverebbero tutti.

Intanto, gli operatori del settore. Poi, residenti, commercianti e proprietari di strutture ricettive. Ma anche i clienti che, così, avrebbero modo di riscoprire tutte le bellezze che questo Scoglio ha da offrire.

Ci sono le miniere da visitare, le antiche chiese, le fortezze, le residenze napoleoniche, le terme, i musei. C’è lo sport. Ci sono i sentieri che la natura ci ha gentilmente offerto. Insomma, c’è tutto. Alternative valide alla classica vacanza da spiaggia che potrebbero fare dell’Elba una meta appetibile nel momento in cui il turismo balneare dovesse subire un leggero calo.

L’Isola può ancora decidere di cambiare rotta e darsi una mission da seguire per non concentrare la sua aspirazione turistica in quei quattro mesi. L’Isola può farlo perché ne ha tutte le potenzialità. In pochi, pochissimi, lo hanno già capito. Li chiameremo i ‘coraggiosi’. Quelli cioè che si sono armati di forza e buona volontà per sfidare l’inverno e restare aperti. Esistono e sono la dimostrazione del fatto che è assolutamente possibile destagionalizzare e sostenere i costi che comporta l’apertura di un’attività in bassa stagione.

Il messaggio di questi ristoratori, albergatori e commercianti passerà attraverso le pagine del nostro giornale. Vi racconteremo che l’Isola d’Elba non vive di solo mare. Vi racconteremo che oltre agli imprenditori che decidono di chiudere baracca e burattini ci sono anche quelli che restano qui anche per una questione di fiducia non solo nei confronti del turista ma soprattutto dei residenti.

Ma ancora, vi racconteremo che non tutti i guadagni estivi vengono sperperati nelle classiche vacanze di fine stagione all’estero. I ‘coraggiosi’, sì perché sono sempre loro, hanno ben capito l’importanza di investire nella propria attività. Ecco, e noi ve lo racconteremo. Dando voce ai ‘coraggiosi’.

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