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Angelo Mazzei

Filosofo di Poggio “prestato” allo studio dell’antichità per il puro piacere di conoscere le proprie origini, Angelo Mazzei ama tutto ciò che ha a che fare con il passato, inteso come memoria condivisa di un territorio e dei suoi abitanti. «Condividere una “storia” – spiega – rafforza la propria identità così come l’amore reciproco».

Lo scorso ottobre, nell’inspiegabilmente poco conosciuta Fortezza di San Nicolajo a San Piero, Mazzei ha presentato il primo di quella che si preannuncia essere una lunga serie di “incontri con la storia”. Un ciclo di conferenze che nei mesi a venire andranno a ripercorrere il sapere antico connesso a storie e miti del territorio elbano. Ospite speciale di questo primo incontro è stato il principale traduttore italiano di classici greci, Angelo Tonelli (con Mazzei, nella foto a destra), che è rimasto piacevolmente colpito dall’energia positiva di questa esperienza. Presto sarà disponibile un calendario dei prossimi “incontri”. Un’occasione per conoscere e conoscersi.

Che cosa sono esattamente gli “incontri con la storia”?
«Si tratta di un percorso di studio e divulgazione del patrimonio storico, culturale e ambientale della nostra isola. Un “viaggio” ideale lungo millenni che mira a far conoscere a noi elbani le nostre origini. Le storie e le leggende dei luoghi in cui siamo nati e cresciuti. Questo ci rende dei “veicoli” viventi dell’immensa bellezza che ci circonda e ci permette anche di accogliere i turisti facendogli scoprire le meraviglie che si nascondono in ogni angolo dell’isola».
Perché è importante “conoscere” e “ricordare” il passato?
«L’Isola d’Elba comunica attraverso il suo territorio, la sua archeologia, i resti. Il suo passato. Ha una sua storia e deve avere una memoria. Le persone senza memoria, immerse nel presente, non hanno identità e si sentono “piccole” e incapaci di affrontare il futuro. In quest’ottica, la storia diventa un mezzo per aumentare la propria dimensione identitaria. Mi piacerebbe renderla accessibile a tutti».
Per quello esistono i libri di storia…
«I libri di storia sono gli stessi nelle scuole di tutto il territorio nazionale. Quando un ragazzo elbano trova scritto che il 5 maggio del 1814, dopo il trattato di Fontainebleau, Napoleone Bonaparte arrivò all’Elba in esilio, sente un brivido di gioia. Una sensazione di euforia che, però, dura poco perché quella frase finisce lì. E ci rimane male. Sente un nodo alla gola. Ha bisogno di sapere cosa c’è dopo quel punto. Ecco allora che lo studio delle proprie radici rappresenta un modo costruttivo per ritrovare la propria identità, sia a livello personale sia come comunità. Gli “incontri con la storia”, la storia elbana, vanno a colmare quelle lacune che ci sono nei libri scolastici».
Un format, dunque, che può funzionare un po’ ovunque.
«Assolutamente sì. Con questo format che ho ideato si apporta un valore aggiunto a qualunque località, andando a integrare le inevitabili “mancanze” culturali che ognuno di noi, anche chi ha studiato, inevitabilmente ha. Per questo voglio invitare luminari, massimi esperti in un particolare ambito, e mettere a disposizione della comunità il loro sapere. Confido anche nell’intervento di qualche mecenate, pubblico o privato, ma anche sindaci, presidi e insegnanti dei licei che credono in questo progetto e hanno voglia di farlo crescere e andare avanti. Io metto a disposizione la mia competenza e la mia rete di relazioni. Mi piacerebbe portare esperti, autorità riconosciute dalla comunità accademica. Parlare agli studenti, sì. Ma anche alle persone comuni. Perché tutti, nessuno escluso, abbiamo bisogno di conoscere la nostra storia. In quanti sanno che il castagneto all’Elba lo ha fatto piantare Cosimo de’ Medici? O che uno degli Argonauti si chiamava “Elbano” di nome? Oppure che Eraclide Pontico, il miglior allievo di Platone, scrisse che Omero si trasferì a Cefalonia dalla Tirrenia, come a dire che era originario di questi luoghi? Ecco: sono “chicche” di storia che fanno bene al cuore».

«Un tempo sapevo poco dell’Elba adesso, invece, non mi basta mai»

Ha dovuto imparare a leggere il greco e l’etrusco per riuscire a “decifrare” le storie a lui tanto care. Nato a Poggio 51 anni fa, Angelo Mazzei si è diplomato al Liceo Scientifico Foresi di Portoferraio dove eccelleva in matematica, chimica e fisica. Dopo una breve frequentazione della Facoltà di Chimica a Firenze decise però di iscriversi a quella di Filosofia, a Pisa. Qui ha studiato con i maestri del sapere occidentale: Nicola Badaloni, Giuliano Campioni, Aldo Giorgio Gargani, Alfonso Maurizio Iacono. «Quando sono stanco di leggere i manoscritti in francese di Jacques Derrida con le citazioni in tedesco di Heidegger, per rilassarmi coltivo la mia passione per la storia locale» racconta. Una passione recente, nata negli ultimi tre o quattro anni. «Prima sapevo poco e niente della storia dell’Elba. È nata quando ho smesso di viaggiare all’estero per imparare le lingue straniere – parla francese, inglese, tedesco e spagnolo – e fare esperienze di vita e mi sono ritirato all’Isola d’Elba. Qui mi sono appassionato della sua storia e ora non riesco a smettere».

Nella sua “vita precedente” Angelo Mazzei ha fatto mille cose: gestito un ristorante, fatto il tour operator, il webmaster, l’event manager, il promoter, lo scrittore “en passant” su giornali e riviste, finanche il grafico pubblicitario. Nel 2003 ha cessato le sue attività a Marciana Marina e Portoferraio e ha preso un paio d’anni sabbatici per dedicarsi completamente ai suoi amati studi di filosofia.

La passione per l’ambiente e il territorio lo hanno spinto a creare  con la compagna Emilia (che è scenografa) l’associazione culturale “Isola Etica” che si occupa di cultura e paesaggio. Organizza eventi di vario genere, come il “Festival della Felicità Interna Lorda”, “Artintothepark”, la “Bandiera Elbana H-57’s” e, adesso, “Gli incontri con la storia”.

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