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Caro direttore,
mi rivolgo a lei a seguito di un guasto all’impianto telefonico fisso Tim avvenuto quasi un mese fa, che si è trasformato in una situazione inverosimile. Sono ancora in attesa del ripristino della linea voce e adsl. Ho inoltrato dozzine di inutili solleciti, in risposta ai quali ho ricevuto solo un sms dove si diceva che non era necessario intervenire presso la mia abitazione perché il guasto era esterno.

A circa 21 giorni dal guasto, sono riuscito a parlare con un operatore. Ho fatto presente che ci sono fili dell’impianto Tim tranciati e pendenti addirittura sulla strada. Anche questa segnalazione di effettivo pericolo ed urgenza è caduta nel vuoto. Ho richiesto, allora, un intervento dei vigili urbani, i quali mi hanno assicurato che avrebbero interessato nell’immediato la società telefonica, che però a oggi non si è presentata.

In risposta alle mie tante email di sollecito, inviate non certo da casa mia dato che non c’è linea all’interno della mia abitazione, ne ho ricevuta una da parte della Tim, dove si sosteneva che il mio numero di rete fissa non era presente nei loro sistemi e mi si richiedeva l’invio di un’ulteriore email contenente il mio codice fiscale. Questo è stato davvero troppo.

Esasperato da questo senso di impotenza, ho inviato un telegramma alla Tim, quindi ho conferito incarico al mio legale che ha inviato a codesta società una comunicazione ufficiale con valenza di diffida, alla quale ancora dopo 20 giorni circa non si è avuto riscontro alcuno. Mi chiedo quanto sia giusto che un utente pagante debba subire tutto questo solo per riottenere un servizio cui ha diritto per contratto reciprocamente stipulato.

In zona sono presenti altre abitazioni nelle mie stesse condizioni, senza che sia stato eseguito da parte delle squadre di riparazione, neanche un sopralluogo, ma nel caso specifico di persone anziane che vivono sole come il sottoscritto, si aggiunge la paura di essere impossibilitati a chiamare aiuto nel non auspicabile caso di malore.

Tutto questo è da considerarsi scandaloso. Mi appello quindi al vostro organo di stampa, nella speranza di risvegliare una coscienza nella società che gestisce tali linee, che oltre alla rigorosità con cui esige la riscossione dei canoni, dovrebbe di contro garantire un minimo di assistenza e tempi decorosi per il ripristino di questi ripetuti e sistematici disservizi, di cui esiste prova e date certe documentate.

Luca Neri da Marciana

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