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Il teatro imperiale dei Vigilanti, ex chiesa del Carmine a Portoferraio

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Teatro dei Viglianti a Portoferraio

Quando Napoleone Bonaparte si accorse che il teatro imperiale annesso alla villa dei Mulini era diventato piccolo ed insufficiente alle necessità di corte, pensò di crearne uno nuovo nei locali della sconsacrata chiesa del Carmine adibita a magazzino militare.

La conduzione del nuovo teatro imperiale fu affidata all’Accademia dei Fortunati con il motto “a noi la sorte!”. Ne facevano parte le famiglie più in vista della città di Portoferraio: i Lapi, i Balbiani, i Bigeschi, i Vantini Lambardi Foresi ed altre. Con un grande ballo di carnevale l’inaugurazione avvenne il 24 gennaio 1815 alla presenza dell’imperatore, appena 33 giorni prima della sua partenza dall’Elba.

Il palco imperiale era sormontato da una grossa corona lignea dorata che è oggi conservata nella chiesa della Misericordia a Portoferraio. Il palcoscenico aveva un telone che era stato realizzato dal pittore Revelli chiamato all’Elba dall’imperatore, telone che ancora oggi è presente, restaurato: in esso è rappresentata una scena bucolica dove Napoleone veste i panni di Apollo, dio delle arti.

Sul finire del 1815, per poter riprendere le attività dopo la caduta dell’imperatore, l’Accademia dei Fortunati ebbe a che fare con il commissario regio straordinario del restaurato governo granducale, conte Agostino Fantoni. Non aveva infatti le carte in regola per poterlo fare. Fu per intercessione dello stesso Fantoni presso il granduca che “l’ente morale” (così viene testualmente chiamata nei documenti d’archivio l’Accademia dei Fortunati) che il teatro riprese a vivere non più col titolo di “imperiale” ma di “ente morale”.

Nel 1819 l’Accademia cambiò il nome e prese quello “dei Vigilanti” con lo stemma araldico rappresentato da un gallo su sfondo rosso. Il motto fu cambiato in “Ad quod expedit advigilant” ovvero “A ciò che è di utilità stanno vigili”.

Da allora il teatro prese il nome “dei Vigilanti”. Dopo la seconda guerra mondiale è stato per molto tempo chiuso, fino a quando il comune di Portoferraio, divenutone proprietario, ha provveduto al restauro e alla sua riapertura.

In tanti anni di esistenza, sul palcoscenico si sono esibite molte compagnie di prosa, di operette, di lirica. Noti attori come Macario, Paola Borboni, Cesco Baseggio, Nanda Primavera. Anche autori come Augusto Novelli, Dario Niccodemi e lo stesso Giuseppe Pietri, elbano, autore di tante operette di successo.

Il teatro dei Vigilanti nel tempo ha subito varie trasformazioni fino ad arrivare all’attuale sistemazione: una platea a pianta di ferro di cavallo da dove si innalzano quattro ordini di palchi e loggione, con una capienza totale di 225 posti. Sorto come teatro imperiale è monumento, bene storico che resta perenne memoria della presenza di Napoleone all’Elba.

Un lascito dell’imperatore importante per Portoferraio e tutta l’isola soprattutto sul piano culturale insieme alla sua biblioteca personale, che andrà a costituire il primo nucleo della biblioteca comunale della città. Sarebbe per questo giusto chiamarlo ancora “imperiale”. Ultimamente è stato intitolato e dedicato a Renato Cioni, tenore nato a Portoferraio.

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