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C’è chi compra la seconda casa per usarla durante le vacanze estive e chi invece investe in un immobile per metterlo a reddito. O chi, semplicemente, si trasferisce sullo Scoglio per cambiare totalmente vita. In ognuno di questi casi si fa un grande affare. Acquistare all’Elba è un investimento conveniente. Non ha dubbi Simona Pelleriti, da dieci anni titolare dell’agenzia “Elba Paradise” di Portoferraio, dal 2017 responsabile dell’Osservatorio immobiliare dell’Isola.

Quali sono le case più richieste sullo Scoglio?

«L’ideale sono i mono e i bilocali, immobili dalla metratura contenuta. Fino a 60 metri quadri. Per chi compra la seconda casa poi, è importante la rendita. E ci sono alcune zone, come ad esempio il centro storico di Portoferraio, dove si possono concludere importanti affari con relativo guadagno». 

I prezzi come sono?

«Faccio una premessa: il mercato è stato in parte rovinato dai “traffichini”, finti agenti immobiliari senza alcuna competenza che, per il proprio tornaconto economico, hanno sopravvalutato il valore delle case agli occhi dei proprietari: questi ultimi erano convinti che un immobile da 50 metri quadri potesse valere almeno 250mila euro, quando in realtà si aggira sui 150-160mila. Negli ultimi cinque anni, giocoforza, c’è stato un calo dei prezzi del 30%. Il mercato, dapprima sfalsato, è ora rientrato nelle giuste dinamiche. Una volta che i proprietari si sono ripresi dallo choc iniziale e hanno compreso quanto sia importante affidarsi ad agenzie serie, il mercato immobiliare all’Elba ha ingranato la quarta. Si vende e si compra bene».

Chi compra di più: stranieri, italiani dal continente, residenti?

«Ad acquistare all’Elba sono principalmente gli italiani, tra i quali molti elbani. Che prediligono case di 80-100 metri quadri. La fascia di prezzo più difficile da piazzare è quella che va dai 300 ai 500mila euro. In genere, sia che si tratti di residenti o di non residenti, non si spende più di 280-300mila euro. Chi vuole investire dai 300 ai 500mila euro, invece, cerca immobili da ristruttare e trasformare in agriturismo o bed&breakfast».

Da dove vengono i “forestieri” che comprano casa qui?

«Gli italiani vengono principalmente dal nord: Lombardia, Piemonte e Friuli. Molti i toscani. Gli stranieri sono per lo più svizzeri e tedeschi. Francesi pochi. Russi solo qualcuno: loro preferiscono Siena e la Versilia. Molti dai Paesi Bassi e anche qualche americano».

Gli stranieri hanno richieste particolari?

«Hanno un budget diverso, dai 700mila fino a 2 milioni e oltre. Per loro è fondamentale l’accesso al mare e la privacy totale. La metratura è importante fino ad un certo punto. Mentre l’italiano preferisce avere 200 metri quadri, uno straniero paga volentieri di più per il panorama, la zona e la riservatezza».

All’Elba ci sono anche alcune ville di lusso. Chi le acquista?

«Chi compra una villa da milioni di euro non è un investitore, ma un amatore. Una categoria di cui fanno parte indistintamente italiani e stranieri. E non parlo di calciatori miliardari o personaggi dello star system. Si tratta perlopiù di imprenditori».

Con l’accesso ai mutui ci sono difficoltà?

«Assolutamente no. Noi collaboriamo attivamente con pressoché tutte le banche: gli istituti di credito non solo ci appoggiano caso per caso, ma si sono attivati per creare offerte mirate, soprattutto ai giovani e alle nuove coppie. I tassi sono ottimi. E francamente, a un elbano conviene comprare: i soldi spesi in un affitto sarebbero sprecati».

Quali sono le zone preferite da chi vuole comprare casa?

«Chi compra un immobile come prima casa, e dunque viene a vivere all’Elba tutto l’anno, predilige Portoferraio e Porto Azzurro perché queste due località offrono servizi anche in inverno. Capoliveri e Marciana Marina, ma anche Rio e Campo nell’Elba, sono prettamente turistiche: qui si preferisce comprare la seconda casa, dove passare l’estate. Anche perché d’inverno queste località “si spengono”».

La saltata continuità territoriale aerea vi ha penalizzato?

«Noi ci abbiamo creduto e ci crediamo ancora. Avere l’aeroporto attivo, con collegamenti ad hoc, rappresenterebbe l’occasione per ampliare il raggio di azione e affacciarci non solo al mercato europeo, ma anche a quello mondiale. Essere condizionati dal maltempo che, soprattutto in inverno, blocca i traghetti e ci isola completamente dalla terraferma, è un limite non tollerabile. Speriamo che esista una compagnia che voglia investire sul futuro dell’isola. Sarebbe una svolta per tutti».

 

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