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Ognuno di questi sottogeneri ha caratteristiche ben specifiche che, con il passare del tempo, sono diventate sempre più complesse e sofisticate.Basti pensare al mondo dello Steampunk; caratterizzato dall’uso di una tecnologia particolare in un periodo storico a cavallo tra il 1800 e il 1900.

Chi non ha mai visto le sfilate di persone in costume durante i vari Lucca Comics and Games? Tutti i protagonisti di quegli eventi hanno dei costumi caratterizzati da abiti dell’epoca arricchiti con pezzi di tecnologia a vapore e meccanica sui propri vestiti, armi incredibili e via dicendo.

Con il tempo questo genere letterario si è arricchito anche di tantissimi bravi autori, provenienti da tutto il mondo, che sono andati ad aumentare il numero delle storie in maniera esponenziale.

In contemporanea si sono sviluppati anche tutti gli altri sotto generi; l’Urban Fantasy, per esempio, è il genere fantasy più attuale. Si parla di storie con all’interno poteri magici, creature e razze mitiche e leggendarie, ma ambientate ai giorni nostri. Basti pensare alla famosa scrittrice inglese Rowling e alla sua saga di “Harry Potter”, a Cassandra Clare autrice della saga di “Shadowhunter”, e, per citare alcuni bravi autori italiani, a Bree J. Hunter (nome d’arte) e alla sua saga “Il Dono”, o a Chiara Panzuti e alla sua trilogia “La Lettrice”. Di autori italiani ve ne sarebbero ancora molti, ma rischierei di annoiarvi a farne una lista troppo lunga. Questo genere sembra intrigare molto i giovani lettori di oggi che, in questo modo, si affacciano su un panorama letterario incredibilmente più ampio e vasto.

Un lettore di libri fantasy, infatti, è come un drogato, ma un drogato buono; non appena viene rapito dal fascino di questo genere letterario, diviene incredibilmente affamato di tutto ciò che fa parte non solo di quel sotto genere, ma anche di tutti gli altri. E questo perché il nostro cervello è una meravigliosa spugna che non finisce mai di assorbire elementi nuovi ed interessanti dall’esterno.

Mi è capitato spesso di “iniziare” al fantasy molte persone di oltre cinquant’anni, proponendo loro i miei libri e di ricevere dei sentiti ringraziamenti per la bella scoperta che gli avevo fatto fare. E questo perché, anche loro come molti altri, fraintendevano il significato della parola fantasy, interpretandola come qualcosa per bambini o, al massimo, per ragazzi.

È per questo motivo che ringrazierò sempre l’industria cinematografica e quella degli effetti speciali, poiché sono riuscite, con incredibile facilità, a far comprendere quale meravigliosa bellezza si cela dietro tante storie fantasy e dietro tanti titoli altisonanti.

[CONTINUA]

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