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È una domanda che in molti si sono fatti. Ma alla quale si fa fatica a dare una risposta. Dell’esercito di venti dipendenti (che pesano alle casse del Comune per l’astronomica cifra di quasi un milione di euro l’anno) sembra si sia persa ogni traccia. Eppure, di cose da fare a Portoferraio ce ne sarebbero tante.

Nei mesi scorsi, il Corriere Elbano aveva acceso i riflettori sul discutibile modus operandi della società comunale. Nota è l’inchiesta sulla raccolta dei rifiuti “barca a barca” che aveva avuto come diretta conseguenza le dimissioni in blocco – poi rientrate – dell’intero Cda (leggi qui).

Durante la stagione estiva il personale viene impegnato maggiormente per accogliere i turisti in darsena (fonte di guadagno della Cosimo). Ora che il flusso turistico si è totalmente azzerato, i venti dipendenti dovrebbero essere utilizzati per svolgere altre attività nei siti di competenza della partecipata.Dal Forte Falcone alle Fortezze Medicee; dalla Darsena Medicea al Teatro dei Vigilanti Renato Cioni, solo per citarne alcuni.

La cosa strana però è che tutti i poli museali, da novembre a fine marzo, restano chiusi al pubblico, di fatto permettendo alla Cosimo de’ Medici srl di concentrare le forze su quei lavori di manutenzione che in estate sarebbe difficile fare.

Magari quei dipendenti (che, ricordiamo, costano quasi un milione di euro l’anno complessivamente) sarebbe bene utilizzarli per sistemare il centro storico o per fare dei lavori concreti di manutenzione all’approdo turistico del capoluogo elbano. Senza dover assistere nuovamente la prossima estate, alla scena pietosa che si è presentata quest’anno, con i lavori di manutenzione e di restyling del porto in piena stagione turistica.

È stato curioso il caso del botta e risposta tra il quotidiano Il Tirreno e la Cosimo de’ Medici srl di questi giorni. A far scaturire l’ira dei “cosimini” è stato un articolo che parlava dell’ottimo lavoro svolto da un gruppo di volontari che, grazie al sostegno del comune di Portoferraio e all’assistenza di ESA, hanno ripulito il sentiero che porta alla Madonnina del Grigolo.

Nulla di male si penserebbe, ma a dar fastidio alla partecipata sembra sia stata la mancata citazione da parte del giornalista del lavoro svolto dalla Cosimo sulle fortezze nello scorso inverno.

Forse, i responsabili della Cosimo de Medici trascurano il fatto che, a differenza dei volontari che si muovono per passione gratuitamente, i lavori della partecipata per sistemare le fortezze vengono pagati e anche profumatamente.

L’esercito cosimino da un milione di euro, in inverno, potrebbe essere utilizzato con più costanza e decisione, nel ripristino del decoro di diverse aree della città. Senza dover aspettare che, come al solito, dei gruppi di volontari si adoperino per riportare allo splendore l’antica città di Cosimo.

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