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Mario Ferrari non è più solo. No. Perché a sostenerlo nella battaglia sull’aumento del contributo di sbarco c’è, ora, anche il primo cittadino di Rio Marco Corsini. Uno schieramento tutto nuovo che potrebbe sparigliare le carte e ribaltare la decisione sul rincaro della tassa, deliberato a maggio scorso e, a questo punto, rinviato al 26 novembre. D’altronde, il ragionamento del sindaco di Portoferraio, che fino a questo momento era stato l’unico ad opporsi alla decisione di portare il contributo di sbarco da 3,50 euro a 5 euro, è chiaro. Ed è più o meno questo: prima mi dite come volete spendere i soldi e poi potrei anche accettare una decisione del genere. Anche se, fa notare il primo cittadino, “come si fa a chiedere 5 euro di tassa ad una persona che, magari, ha deciso di approfittare di un fine settimana per venire all’Elba?”. In più, insiste il sindaco, bisogna rendersi conto che “la promozione ha fallito. Sarei anche d’accordo sui 5 euro di contributo di sbarco ma in cambio dobbiamo offrire servizi concreti ai nostri ospiti”.

“Più trasparenza sull’utilizzo del contributo di sbarco”. Ieri i sindaci dell’Elba si sono seduti attorno al tavolo della sala consiliare del Comune di Capoliveri per confermare la decisione, presa a maggio scorso, di portare a 5 euro la tassa di sbarco nel periodo di alta stagione. Tutto rinviato al 26 novembre. E questo perché qualcosa è cambiato all’interno della conferenza dei sindaci sul tema del turismo. Se fino a poco tempo fa la partita si giocava su un doppio fronte Barbetti-Ferrari, adesso il sindaco Corsini ha teso la mano al collega portoferraiese avanzando qualche dubbio sulla scelta di aumentare il contributo di sbarco. Praticamente due posizioni in grande sintonia, ma senza che siano state concordate prima. “Ci accomuna la continuità territoriale”, commenterà poche ore dopo il sindaco Ferrari che continua a ribadire il suo ragionamento. “La decisione di aumentare il contributo di sbarco a 5 euro – spiega – comporterebbe un introito maggiore di un milione di euro. Cinquecentomila andrebbero ai Comuni, gli altri 500 resterebbero nelle casse della GAT per la promozione. Ecco, in assenza di un programma comprensoriale io continuo a non essere d’accordo con questa scelta”. Anche perché, continua il sindaco, “se decidiamo di aumentare la tassa di sbarco bisogna dare un risultato concreto, tangibile al cittadino. Penso alle infrastrutture e al miglioramento dell’accoglienza turistica”.

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