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Foto: /www.isoladelba.online

Costituito dalla chiesa, con un campanile a sezione quadrata e un romitorio, la sua data di costruzione non è conosciuta. Don Enrico Lombardi, che la dice non anteriore al 1500, così scrive: “Fu costruito il Santuario di Lacona dagli abitanti di Capoliveri per custodirvi e venerarvi una immagine che volgarmente ha il titolo di Madonna di Lacona e giuridicamente della Madonna della neve”. 

Si raggiunge facilmente tramite una stretta e asfaltata strada in parte segnalata. Sotto la direzione dell’archeologo Giorgio Monaco negli anni Cinquanta del secolo passato, furono eseguiti scavi nella zona della chiesa e nei dintorni con rinvenimento di oggetti litici dell’età della pietra. Questo significa che il luogo dove sorge il santuario è stato abitato sin da epoca preistorica e adibito, forse, anche a luogo di culto pagano cui poi si è sostituito quello cristiano.

Sempre Lombardi fa sapere che il comune di Capoliveri ne affidò la cura a dei romiti che, nel corso degli anni,  apportarono svariate migliorie al santuario: costruirono una stanza, una cantina e un balcone. Piantarono una vigna di tre saccate con alberi fruttiferi e scavarono un pozzo di buonissima acqua. Nel 1793 vi abitarono due vecchi romiti, poi uccisi a scopo di furto. Nel 1797 vi erano ancora due romiti. 

Nel 1817 il romitorio fu abitato da un solo eremita Giuseppe Tosi. L’ultimo che vi abitò, che poté godere di un fabbricato composto da una cucina, due piccole stanze, due cantine con due tini e cinque botti, una vigna di circa tre saccate e due saccate di terreno seminativo a grano.

All’interno della chiesa si trova un bel dipinto: è l’immagine della Madonna delle neve, olio su tela (le dimensioni sono 165×145) che occupa la parete di fondo ed è collocato sopra l’altare barocco di stucco dipinto. La Madonna è dipinta a mezza figura e sostiene sul braccio sinistro il figlio, il quale tiene i vangeli con la mano sinistra, mentre con la mano destra indica una stella a otto punte sul manto della Vergine. 

Sullo sfondo a destra della Madonna vi sono una costruzione, due cupole ed un campanile acuminato. 

A sinistra, una colonna con un capitello di tipo composito che è piedistallo per una statua.In basso sono dipinti due stemmi uno a destra e l’altro sinistra. Nella parte superiore della tela sono due teste di angioletti, simili a quelli che ornano gli architravi delle porte vicino all’altare e la parte superiore dell’altare stesso.

Sul muro dell’altare maggiore, dietro il dipinto della Madonna della Neve, si trovano due scritte che sono state lette nel modo seguente: “D.O.M.A.D.1654 a di 6 di giugno lavoro fatto dai benefattori di Lagona Sacerdote don Cardenti. Marco Aritti pittore dipinsi”.

Una parte del paramento murario risulta essere in conci di granito di diverse tonalità disposto in regolari filaretti che riconducono alla tecnica di costruzione romanico-pisana ampiamente diffusa su tutto il territorio dell’Isola d’Elba: su questo paramento murario si apre la porta d’ingresso principale. Anche l’orientamento della chiesa est-ovest fa pensare a una preesistente struttura romanico-pisana.

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