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Con 216 sì e un solo astenuto, ieri pomeriggio è stata votata al Senato la legge-quadro per la tutela e lo sviluppo delle isole minori. La legge ora è pronta per passare all’approvazione alla Camera.

Più di 36 comuni coinvolti, per un totale di 220mila abitanti sparsi in tutta Italia. L’obiettivo del decreto è rendere accessibile e sostenibile la vita sulle isole, riducendo in maniera significativa il gap con la terraferma.

Il primo importante contributo sarà economico, con l’istituzione di un fondo di 120 milioni di euro in 6 anni – che verrà incrementato di ulteriori 10 milioni annui dal 2020 – da dividere fra tutti i comuni. Fondi che dovranno essere investiti in progetti che favoriscano la mobilità sostenibile e i servizi di telecomunicazioni su banda ultra larga, aumentino le fonti energetiche rinnovabili, promuovano e migliorino la proposta turistica.

A tutela degli investimenti verrà istituito il Dupim, lo strumento di programmazione degli interventi da realizzare nel territorio delle isole minori. Il Dupim sarà composto dai Progetti integrati di sviluppo territoriale (Pist), predisposti dai comuni interessati.

Nascerà anche il Comitato istituzionale per le isole minori all’interno del dipartimento degli Affari regionali della presidenza del Consiglio. Nella ripartizione delle risorse previste si dovrà tenere conto “della distanza delle isole dalla terraferma, del numero di abitanti residenti alla data dell’ultimo censimento, dei flussi turistici e dell’estensione territoriale“.

I primi interventi saranno volti al censimento totale dell’isola, in termini di dotazioni infrastrutturali sanitarie, scolastiche; reti stradali e fognarie; porti e aeroporti laddove ci siano; patrimonio storico, culturale e archeologico e così via.

Le isole minori potranno così rivedere l’offerta sanitaria, turistica e di sicurezza di porti e approdi. Ci sarà anche la possibilità di cambi di destinazione d’uso degli immobili e il trasferimento del demanio (anche quello marittimo) regionale ai comuni. Non da ultima la valorizzazione e il sostegno per la produzione locale.

Verranno attuate tutte quelle iniziative mirate a ridurre il distacco dalla terraferma (basti pensare a quei malati che ogni giorno sono costretti a raggiungere la terraferma per le cure). Proprio in ambito sanitario, l’impatto è di rilievo: dai rimborsi per le cure ospedaliere all’equiparazione ai residenti per tutti i professionisti (professori, medici) che arrivano dalla terraferma; dall’istituzione di nuovi presidi sia ospedalieri e della Protezione civile per far fronte all’emergenze.

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