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Il reddito di cittadinanza è una misura finalizzata a contrastare la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale, assicurando il diritto al lavoro. 

Il sussidio ha il compito di garantire a tutti i cittadini, italiani o residenti qui da almeno 10 anni, di poter accedere ad un’adeguata istruzione, alla formazione professionale e alla cultura attraverso politiche finalizzate al sostegno economico e all’inserimento sociale di tutte le persone a rischio emarginazione.

Questa nuova forma di sostegno per le persone considerate al di sotto della soglia di povertà relativa, stabilita dai ricercatori ISTAT in 780 euro mensili, servirà anche, secondo il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, a contrastare il lavoro nero in tutto il Paese.

Il reddito di cittadinanza potrebbe ricordare il REi, reddito di inclusione, che oggi garantisce alle persone che hanno perso lavoro o che non hanno un reddito fisso, di un contributo mensile e un progetto volto all’effettivo reinserimento sociale nel mondo del lavoro.

A grandi linee, potrebbe sembrare uguale, ma il REi comprende molte clausole che vanno a limitarne gli aventi diritto, come la presenza di un figlio minorenne o disabile, o un over 55 disoccupato. Con la nuova formula per contrastare la povertà, invece, possono accedervi tutti i disoccupati o inoccupati, senza distinzione, ma anche i lavoratori autonomi che non raggiungono la soglia prevista dei 780 euro mensili. 

È previsto anche, per le partite iva chiuse a causa di una crisi aziendale, l’accesso ad un piano di ristrutturazione del debito.

Il reddito di cittadinanza, come sostiene il ministro Di Maio, non sarà un sostegno per “starsene in poltrona”, ma sarà un contributo alla ricerca attiva di un lavoro. Ecco i requisiti per usufruirne:

  • essere italiani o residenti da più di 10 anni;
  • avere almeno 18 anni;
  • avere un reddito di lavoro o una pensione (in questo caso si chiama pensione di cittadinanza) inferiore alla soglia di povertà, ovvero 780 euro mensili.

In questo ultimo caso, il contributo andrà a colmare il disavanzo per raggiungere la quota stabilita Si passa da un massimo di 780 euro mensili per una persona sola senza reddito, a 1.638 euro mensili per una famiglia composta da due genitori e due figli minorenni.

Ma il reddito comprende anche degli obblighi per gli aventi diritto:

  • iscriversi al centro per l’impiego;
  • dare la disponibilità immediata al lavoro;
  • destinare almeno 8 ore settimanali a progetti e lavori socialmente utili;
  • frequentare corsi di qualificazione professionale;
  • accettare obbligatoriamente una delle prime tre offerte di lavoro;
  • dedicare alla ricerca di un lavoro almeno due ore al giorno.

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