CONDIVIDI

I pullman nuovi non sono arrivati (forse se ne riparlerà a fine novembre), in compenso i prezzi degli abbonamenti sono schizzati verso l’alto come se fossero già in servizio. Complimenti alla CTT per la tempestività e l’efficienza.

È il succo della protesta che i pendolari elbani, ma soprattutto gli studenti e i genitori degli scolari diretti a Portoferraio da tutta l’isola, hanno fatto arrivare al “Corriere Elbano”  in questi primi giorni di ottobre. Impossibile fare un paragone con le tariffe dell’anno scorso, che vengono tenute nascoste come se fossero un segreto di Stato: la CTT Nord di Portoferraio ci ha rimandato all’ufficio commerciale di Pisa che, dopo decine di telefonate a vuoto, ci ha indirizzato ad un ufficio di Prato al cui numero, manco a dirlo, non ha risposto nessuno.

Così, bisogna arrangiarsi e trasformarsi in una specie di call center chiedendo la collaborazione di amici e conoscenti. E il risultato è effettivamente tale da ritenere giustificate le proteste. Tra settimanali, mensili, trimestrali e annuali, il costo degli abbonamenti si è impennato del 10/15 per cento. Ben oltre, quindi, l’aumento del costo della vita e dell’inflazione. E per avere poi quale vantaggio, visto che i pullman sono sempre quelli vecchi e decrepiti?

Almeno, sottolineano i genitori degli scolari, avessero aumentato le corse. Invece, per riuscire a cercare di non far fare il viaggio in piedi ai bambini verso Portoferraio, l’unico sistema è quello di accompagnarli ad una o due fermate prima di quelle cruciali, quando i mezzi devono accogliere decine e decine di persone. 

Per non parlare, poi, delle navette che collegano il capolinea al centro cittadino. Per le quali, a volte, viene richiesto di pagare un biglietto a parte. 

È troppo chiedere di rivedere un po’ tutto, prevedendo maggiori sconti sugli abbonamenti dei meno abbienti e organizzando meglio il delicato settore dei trasporti urbani ed extra-urbani?

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here