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Museo civico archeologico di Marciana, un tesoro piccolo ma prezioso

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Creato nel 1967 come semplice raccolta di reperti provenienti dagli insediamenti protostorici del Monte Capanne, questo museo è particolarmente indicato per chi vuol conoscere le vicende storiche e umane degli abitanti dell’Elba in epoca preistorica, tutte ben rappresentate nelle prime sale espositive. In quattro sale sono in visione in alcune vetrine manufatti e reperti archeologici.

Attraverso questi, il visitatore è condotto lungo un percorso storico secondo il criterio di successione cronologica: dalle culture del paleolitico all’epoca etrusca, romana, medioevale. Un excursus didattico dunque, non solo di bellezza.

Nella sala I ci sono reperti che ci fanno percorrere dall’età preistorica a quella etrusca arcaica, reperti che vanno dal paleolitico superiore (lame, raschiatoi) quando l’Elba era ancora riunita al continente per gli effetti dell’ultima glaciazione. Poi materiali del neolitico (lame di ossidiana, asce in pietra, frammenti di ceramica decorata). Poi reperti dell’età del bronzo (ceramiche d’impasto, fornelli, macine, strumenti per la tessitura) che testimoniano la protostoria dei primi abitanti dell’isola. Infine manufatti dell’età etrusco arcaica (fibule).

La sala II espone reperti provenienti dalla fortezza etrusca di Monte Castello di Procchio: ceramiche del V-III secolo a.C. Molto interessante il frammento in terracotta di una testa. L’esposizione oltre ai reperti archeologici comprende una documentazione grafica della campagna di scavo del 1977 a monte Castello.

E proprio da un ambiente adibito all’immagazzinamento delle derrate alimentari provengono alcuni frammenti di anfore al cui interno è stato ritrovato il contenuto: grano bruciato durante l’incendio che distrusse la fortezza di monte Castello causandone l’abbandono definitivo.

Nella sala III è esposta una collezione di strumenti di ferro utilizzati nelle antiche cave di granito dell’Elba sud occidentale (Cavoli e dintorni) dove l’estrazione del granito avveniva sia in epoca romana che in epoca medioevale durante il dominio della Repubblica di Pisa. Sono esposti anche reperti (frammenti di vasellame, di vasi di vetro, di tegole di copertura, di scorie di lavorazione del ferro) provenienti dal villaggio medioevale di Pedemonte uno dei comuni dell’Elba pisana.

La sala IV espone reperti provenienti dai fondali del golfo di Procchio e due modelli in scala della nave ivi rinvenuta corredati da progetti grafici relativi ad una ipotesi ricostruttiva. Le vetrine di questa sala espongono parte delle merci e dei contenitori da trasporto della nave affondata insieme con un bel tappo per portaprofumi realizzato in avorio e che raffigura Dionisio abbracciato a Pan (nella foto). Ai lati della sala si trovano anfore per il trasporto di vino e olio proveniente da una onerari a romana affondata nei fondali marini di Chiessi (I secolo d.C.). Nell’ultima vetrina di questa sala si osservano reperti provenienti dal mercantile (fine del XVIII secolo): maioliche decorate, siringhe metalliche, forbici, pentole invetriate.

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