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Il tesoro di Porto Azzurro

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Il mare di Porto Azzurro è incantevole. Un tesoro da custodire e tutelare. Forse non solo in senso metaforico. Si narra, infatti, che Ferdinando IV re di Napoli decise di caricare i beni più preziosi della casa reale borbonica, tra cui inestimabili opere d’arte, a bordo della nave Polluce. Diretta a nord, però, l’imbarcazione – per non cadere nelle mani della flotta francese – affondò nella rada di Porto Azzurro. Con tutto il suo carico. 

I naufraghi salvati, probabilmente in preda a un euforico delirio per essere scampati alla morte, raccontarono delle meraviglie inabissate. Esagerando con i dettagli. Questo, ovviamente, alimentò i tentativi di recupero. 

A metà del 1800 una società livornese tentò di individuare la nave, senza fortuna. Tra il 1920 e il 1930 l’allora sindaco di Capoliveri si impegnò ripetutamente, ma invano, per individuare il relitto. Nel 1935, invece, la So.ri.ma di Genova fece arrivare a Porto Azzurro tre navi recupero ed i suoi palombari. Ma nulla. Rimane però la leggenda. Che alimenta il fascino dell’isola, semmai ce ne fosse bisogno.

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