Home Rubriche I personaggi Il business delle cerimonie laiche “su misura. Isabella Cazzoli: «L’Elba è la...

Il business delle cerimonie laiche “su misura. Isabella Cazzoli: «L’Elba è la location perfetta»

574
0
SHARE

L’essere umano ha l’esigenza di sottolineare con una qualche forma di ritualità i momenti “di passaggio” più importanti, come un matrimonio o un funerale. E di condividere questa esperienza, che sia di gioia o di dolore, con la famiglia e gli amici più cari. E questo va al di là della propria dimensione religiosa. Eppure, quantomeno in Italia, non sono tante le realtà che offrono la possibilità di avere una cerimonia laica. 

Lo sa bene Isabella Cazzoli, ligure dal cuore elbano, che da dieci anni organizza e addirittura celebra lei stessa matrimoni non religiosi, nelle location più belle d’Italia. Isola d’Elba esclusa.  

Da chi è composta la sua clientela?

«All’estero le cerimonie laiche sono ormai una realtà consolidata, per cui i miei clienti sono per lo più stranieri che vengono in vacanza nel nostro Paese e si innamorano di un luogo particolare. Gli italiani, in virtù delle loro profonde radici cattoliche, sono un po’ più restii. Ma, piano piano, le cose stanno cambiando. Molto spesso chi sceglie il matrimonio religioso, al di là delle proprie convinzioni, lo fa per avere una cerimonia “più bella”. Il matrimonio civile, diciamocelo, è un po’ freddo e sbrigativo. Per niente personalizzato. Così, se si può, si preferisce sposarsi in chiesa. Ma non sempre è possibile: se gli sposi sono di due religioni diverse, se uno dei due è divorziato o se sono entrambi atei, la Chiesa non è un’opzione. Ecco allora che una cerimonia creata su misura, in un albergo a quattro stelle come nel giardino dei nonni, su una spiaggia al tramonto o magari dentro un teatro, diventa un’alternativa emozionante. E l’Elba sarebbe una location perfetta».

Che rapporto ha con l’isola?

«I miei genitori, genovesi e amanti del mare, vennero all’Elba in viaggio di nozze nel 1961 e rimasero incantati da quest’isola verde e un po’ selvaggia. Dopo qualche anno acquistarono un appezzamento di terra a Lacona e fecero costruire una casetta. Dalla mia nascita non ho mai mancato un’estate all’Elba. Anzi, con l’andare degli anni, ho continuato sempre più ad allungare la mia permanenza, quasi a portare avanti un loro sogno, e attualmente soggiorno qui da maggio a ottobre. Per questo ho a cuore l’isola che sento ormai un po’ anche mia».

Eppure non è ancora riuscita a convincere gli imprenditori elbani.

«Ho cercato un confronto con gli albergatori e con i wedding planner dell’isola, ma sono stata ignorata. L’unico matrimonio che ho celebrato è stato a villa Ottone, perché la proprietaria mi ha messo in contatto con la coppia di Praga che voleva assolutamente celebrare il proprio matrimonio qui. Per gli stranieri questo tipo di cerimonie rappresenta la normalità. Per cui basterebbe informarli della fattibilità della cosa. Sarebbe un servizio in più. E l’Elba ci guadagnerebbe sia in termini di immagine sia, soprattutto, in quelli economici Ogni volta che c’è un matrimonio si muovono almeno una settantina di persone. C’è tutta la logistica, con i parenti e gli amici da sistemare per più giorni, alloggi e ristoranti. Gli spostamenti. Lavorare anche a maggio o ad ottobre non è un’opportunità?»

Sì, ma non tutti hanno voglia di farlo. 

«Ma così si brucia una fetta di turismo non indifferente». 

Cosa chiede agli interlocutori sull’isola?

«Vorrei creare una sinergia tra le forze istituzionali e quelle imprenditoriali. Sono disponibile a sedermi a un tavolo e spiegare i vantaggi di questo servizio. Non sono in competizione con gli operatori elbani. Offro un servizio aggiuntivo e piena collaborazione. Vorrei avere l’occasione di far comprendere l’opportunità di questo tipo di business. Non considerare ottobre e novembre dal punto di vista imprenditoriale per me è inconcepibile. Vorrei tanto che quest’isola si evolvesse, ne ha tutte le potenzialità».

Una rivoluzione culturale

Isabella Cazzoli si occupa di cerimonie laiche da oltre dieci anni, principalmente in qualità di formatrice, organizzando corsi per celebranti in tutta Italia. Da un paio d’anni è lei stessa celebrante, in più lingue. In passato è stata tesoriera della UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti).

Circa un anno e mezzo fa, a Genova, ha fondato l’Associazione “Cerimonie per Tutti” per andare incontro alle esigenze di quelle persone che hanno la necessità di ritualità nei momenti di passaggio della propria vita, al di là dell’aspetto religioso. E considera l’Elba il palcoscenico ideale.

«Il clima mite dell’isola, le magnifiche terrazze degli alberghi affacciate sul mare, le splendide spiagge, i vigneti ben curati di note aziende, sono tutte ottime location che si prestano perfettamente ad accogliere matrimoni e unioni che gli europei ben conoscono ed apprezzano» spiega entusiasta.

Ma ci vorrebbe un cambio di mentalità. Per i matrimoni, sì. Ma anche per i funerali. Spiega: «Spesso i funerali si celebrano in chiesa solo per non sentirsi “diversi”. Se poi il defunto non era religioso si passa direttamente dalla camera mortuaria al camposanto. Eppure è insito nell’animo umano celebrare con un rito i momenti importanti della propria esistenza. Perché il funerale non serve a chi è morto, serve a chi resta. E il commiato laico onora la vita di chi ci ha lasciato, dando conforto a chi lo ha amato. Foto, musiche, letture dedicate. Una cerimonia “sentita” che aiuta l’elaborazione del lutto. Purtroppo in Italia in pochi sanno che c’è questa possibilità. All’Elba non esiste nemmeno una “sala del commiato” dove poter portare la salma. Averne almeno una sull’isola sarebbe doveroso».

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here