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Caro direttore,
ho letto l’intervento del collega Stefano Casarelli del resort “Le Picchiaie” del quale condivido gli auspici.  Sulla politica dei costi dei trasporti ovviamente si possono dire molte cose, ma credo che gli sia dia un ruolo esageratamente preponderante. Non dobbiamo dimenticare che il costo dei mezzi ferroviari, o dei traghetti nelle altre località insulari, non sono poi così economici, e che gli iscritti all’Associazione albergatori possono offrire ai propri clienti una riduzione del 20% sulle tariffe Moby e Toremar. 

Blunavy, che si era candidata al ruolo di concorrente, in realtà ha adeguato le tariffe fino a diventare una opzione quasi alla pari di Moby, ma con minore possibilità di scelta oraria.

Inoltre lo scorso maggio 2017, per incentivare la bassa stagione, si era messa in campo una offerta molto vantaggiosa: biglietto di andata e ritorno per due persone con macchina a soli 10 euro (il biglietto costava 50 euro, 40 venivano versati dall’albergo), con l’unica condizione di una permanenza di almeno 5 giorni. Ma purtroppo non ha portato i frutti che si speravano, quasi nessuno ne ha usufruito. 

Pensare ad una politica di incentivazione per i weekend nell’alta stagione mi sembra poco utile, se il tema è quello di incrementare i risultati. Ognuno di noi ha interesse a vendere soggiorni settimanali. Limitare al weekend l’offerta promozionale vuol dire condannarsi ad avere gli alberghi vuoti per il resto della settimana (a chi si potrebbe poi proporre un soggiorno da lunedì a venerdì? Si dovrebbero a quel punto concepire tariffe differenziate a seconda del giorno della settimana, ma entreremmo in una logica da città turistica, cosa che non siamo).

Credo che il rilancio debba incentrarsi su una diversa percezione dell’Isola d’Elba. Non più un’isola a sé stante, ma il capoluogo di un arcipelago, ricco di tantissime bellezze naturalistiche, storiche, culturali. Nessuno pensa di venire all’Elba per conoscere l’arcipelago toscano (Capraia, Pianosa, Montecristo, Gorgona, Giglio, Giannutri). Ogni isola gioca separatamente le proprie chances.  È ovvio che si tratti di una strada difficile da perseguire, esistono limiti oggettivi (le distanze) e limiti strutturali (le isole a vocazione carceraria). Ma mi sembra che sarebbe un orizzonte a cui tendere per ampliare l’appeal della nostra isola. Quando si va a Lipari, o a Stromboli, o a Filicudi, in realtà si parte per le Eolie. Il traghetto tocca tutte queste isole e consente di conoscerle tutte e di concepire una vacanza itinerante tra tutte le località. Da noi questa idea non esiste, addirittura non c’è la possibilità di costruire un giro dei sette comuni elbani, spesso in concorrenza tra loro, salvo che a organizzarlo sia un tour operator. Gli albergatori non si adoperano per creare un network che accolga e accompagni il turista nella migliore fruizione dell’isola. 

Ognuno gioca le sue carte per sé. Anni fa provammo a costruire un percorso tra località e alberghi consorziati in funzione del cicloturismo. Ma la poca determinazione fece fallire il tentativo. 

Credo che dovremmo studiare delle soluzioni di network tra alberghi consimili, con la possibilità di assistere il cliente nelle sue necessità di spostamento. Per esempio se mettessimo a disposizione delle navette con cui trasferire gli ospiti in un tour tra località e quindi tra alberghi, attireremmo tutte le persone che non possono, o non vogliono, portare la macchina sull’isola, o per evitare i costi del traghetto o perché il parcheggio dei mezzi, soprattutto vicino alle spiagge, è difficile, se non, spesso, impossibile (vedi la splendida spiaggia di Cavoli). 

Dovremmo imparare dall’esperienza del Trentino-Alto Adige che si è rilanciato proponendosi come un luogo dove non si va a fare una vacanza a Marilleva o a San Candido, ma nel parco delle Dolomiti, dove si viene accolti, qualunque località si scelga, con lo stesso spirito e con lo stesso amore per l’ospitalità, nell’ottica della salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

Nora Barbieri
Hotel Yacht Club, Marciana Marina

1 COMMENTO

  1. Sono assolutamente contraria a ciò che scrive la signora Barbieri. Capisco che l’isola d’Elba è una fabbrica di soldi e un piatto goloso, ma è pur sempre un’isola. Chi la visita cerca natura e mare pulito. Mi sembra che la massiccia presenza estiva crei già abbastanza caos che, se prolungato, renderebbe la vita impossibile a tutti. Accontentiamoci, senza sfruttare troppo ciò che abbiamo e che potrebbe diventare una discarica se non stiamo accorti.

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