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Luceri, antica fortezza con una storia (ancora) tutta da scoprire

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Crediti: I ruderi della Fortezza di Luceri (Foto/ElbaExplorer.com)

Se il Volterraio è conosciuto perché è ben visibile collocato come è in alto, sulla baia di Portoferraio non altrettanto è l’antica fortezza di Luceri. Molte vicende storiche hanno coinvolto questa rocca. Si trova in cima al colle di Santa Lucia, 257 metri sul livello del mare, che il Cocchi ha definito uno dei più interessanti e complessi dal punto di vista geologico in quanto costituito da “porfido, serpentina, calcare, alberese e macigno”. 

Insieme a Colle Reciso, il colle di Santa Lucia era noto sin dall’antichità per la sua ricchezza in rame: nelle sue cave cuprifere sono stati ritrovati da Raffaello Foresi pezzi di rame nativo e frammenti di rame fuso con scorie. Alla Carene e a Santa Lucia sono state rinvenute tracce dell’uomo preistorico costituite da punte musteriane, lame e frammenti di diaspro, grattatoi ad intaccatura, raschiatoi di ossidiana, cuspidi di freccia (A. Gori).

“… Santa Lucia piccolo castello muragliato molto antico situato sopra la cima di un monte anch’esso distante miglia tre dalla città. Questo dalle ingiurie del tempo e dalle vessazioni dei barbari è stato quasi tutto distrutto, né altro restavi se non una cisterna che nell’estate conserva l’acqua freschissima. I Casamenti sono tutti demoliti fuori d’una piccola cappella dedicata alla gloriosa vergine e martire Santa Lucia ed una celletta abitata da un povero e eremita che vive d’elemosine…” (I. Fazzi).

E ancora: “… Barbarossa restatogli inutile il tentativo del Volterraio, sempre coraggioso e con quell’ardimento che lo rendeva tremendo presso i popoli italiani, rivolse le armi alla terra di Luceri, la quale men forte del Volterraio, presto cadde dopo una brevissima resistenza fatta dal presidio che vi stava di stazione. Conquistata Luceri, il presidio fu fatto prigioniero e la fortezza fatta saltare in aria…” (E. Foresi). L’episodio che il Foresi riferisce è avvenuto nel marzo del 1544 ad opera del comandante della flotta ottomana Khayr al-Din detto il Barbarossa.

Nel 250 a.C. la città di Faleria costruisce Luceri. Faleria o Valeria è una antica città elbana edificata dai romani che E. Branchi ma anche A. Sarri hanno descritto aver visto a Capo Castello vicino a Cavo. Il Ninci in una nota della sua storia sull’Elba scrive che Luceri restò eguagliata al suolo nelle invasioni longobardiche del 584 d.C., fu riedificata nel 1016 dai Pisani, restaurata nel 1442 dagli Appiani. La prima e più antica costruzione risalirebbe dunque ai romani e lo stesso nome di Luceri richiama alla memoria una delle tre centurie di cavalieri costituite da Romolo, primo re di Roma, come il Sansovino riferisce nella sua opera dell’origine de’ cavalieri.

E, infatti, S. Lombardi nelle sue memorie parla su Luceri testualmente di “… massi di muraglie grossissime assai ben lavorate a quadrelli o a reticolato alla foggia dei romani…”.

Oggi andar lassù a parte la stupenda passeggiata e l’incomparabile veduta di tutto il golfo di Portoferraio, comporta non poca amarezza lo stato di abbandono completo e di oblio in cui giacciono le strutture dell’antica fortezza, Nonostante ciò calza ancora la descrizione fattane da Coresi del Bruno. Si osserva subito che le fondamenta esistono e… resistono al tempo e all’incuria: sono ancora ben visibili le strutture murarie che conferiscono alla fortezza una forma geometrica rettangolare. In particolare a nord, nord-est sono ancore ben visibili le strutture murarie sopra le fondamenta ma anche al lato sud, fatte a più ripiani, proprio a scopo di difesa e contrafforti. Quello che si vede calza bene con quello affermato anche da E. Foresi e cioè che il forte, una volta preso dai pirati del Barbarossa, fu fatto saltare in aria: restano infatti le strutture murarie di fondamento – aspettano solo di essere messe in luce – poiché tutto è crollato sopra come, appunto, vi fosse stata una esplosione.

Il lato sud è interessante perché sicuramente qui era ubicato l’ingresso alla rocca. Ma veniamo alla descrizione con le parole di Coresi del Bruno “… lunghezza maggiore del suddetto castello, cioè della faccia, ossia a fronte di verso Portoferraio all’altro fronte diverso le Carene è braccia 131 fiorentine. Larghezza maggiore è di braccia 70 fiorentine, per cui le braccia superficiali circa 9170. La fossa che circonda l’istesso castello è larga braccia 15 ma oggi è tutta ripiena, né vi si riconoscono il suo argine verso il controscarpa…” Luceri, antica fortezza romana e poi medioevale con una storia ancora tutta da scoprire. La zona porta anche il nome di “Le Casamenta”. 

Da secoli questo nome è scomparso dal monte di Santa Lucia, ma la sua etimologia fa pensare che vi fossero case in cima. Montemersale è uno degli antichi comuni elbani riconosciuti in documenti della repubblica pisana esistenti durante il periodo di dominio di questa repubblica sull’Elba poi scomparso nel nulla. Luceri è testimonianza del tribolato periodo delle incursioni dei pirati saraceni. Come ho prima detto, Luceri giace in completo stato di abbandono e incuria. Fa parte di un interessante ed importante sistema difensivo dell’isola d’Elba medievale tutto da rivalutare insieme con le rocche del Giogo e del Volterraio.

Antiche fortezze che con le loro leggende – cantate in sonetti da Bonalumi, Sestini, Foresi – aspettano insieme con altre disseminate sul territorio elbano di essere valorizzate dentro un itinerario da farsi a piedi che trasporta il visitatore in epoca medievale.

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