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Dalle parole ai fatti: «Pronti a collaborare»

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Lettera-appello di un albergatore, la risposta dell’Ad Toremar

Caro direttore,
non so chi Le abbia “girato” la mia lettera ai colleghi albergatori, ma sono comunque molto contento che ciò sia stato fatto, visto il risalto che il “Corriere Elbano” ha voluto dare alla mia iniziativa. La cosa che però mi ha dato maggior soddisfazione, da uomo di azienda,  è la lettera che mi ha voluto subito spedire l’Amministratore Delegato della Toremar, Matteo Savelli. Non mi aspettavo un’apertura del genere, tanto che ho chiesto e ottenuto di poterla far avere al suo giornale per la pubblicazione, a giusta chiusura del cerchio di informazioni.

Forse qualcosa sotto il profilo aziendale si muove davvero, caro direttore, e questo non può che farmi piacere. Ho ricevuto anche varie telefonate da proprietari e gestori di hotel elbani. A parole, tutti appaiono molto interessati alle mie proposte, condividendo le analisi sulla crisi turistica che quest’anno ha cominciato a mordere perfino l’alta stagione.

Spero anzi che l’occasione che stiamo generando possa riportare l’Associazione Albergatori, di cui facciamo parte anche noi, da un’inutile contrapposizione coi vettori marittimi ormai storica e di natura più personale che istituzionale, ad un dialogo sereno e costruttivo ove offro fin da ora la mia disponibilità per lavorare, proprio per smuovere quelle acque stagnanti citate dallo stesso Ad di Toremar ed individuare possibili soluzioni per rilanciare il turismo sull’Elba. Grazie ancora per l’attenzione, La terrò informata sui possibili sviluppi. Cordialmente,

Stefano Casarelli
Resort Le Picchiaie

Egregio dottor Casarelli,
ho letto con grande interesse la lettera da Lei inviata ai colleghi albergatori e pubblicata sull’ultimo numero del “Corriere Elbano”. 

Mi consenta, innanzitutto, di congratularmi per la coraggiosa iniziativa che rappresenta un po’ il classico sasso lanciato nello stagno, cioè in uno specchio d’acqua immobile. La Sua analisi, soprattutto alla luce dell’indiscutibile calo delle presenze turistiche sull’Elba, è perfetta. Mancano quelle iniziative promozionali in grado di rilanciare l’immagine dello Scoglio, che si è andata progressivamente appannando rispetto ai fasti dei favolosi Anni ‘80. 

Secondo me,  proprio gli albergatori hanno delle precise responsabilità nell’aver fatto poco o nulla in tema di destagionalizzazione, accontentandosi da anni e anni di coltivare al meglio (o alla meno peggio) l’orticello rappresentato dall’alta stagione. Scelta legittima, ma alquanto miope. È anche evidente che molte delle strutture esistenti non sono idonee ad un turismo destagionalizzato. Tant’è vero che ora che la crisi economica ha ridotto i periodi di vacanza, devono confrontarsi con un calo complessivo delle presenze nelle loro strutture. 

Ma è inutile accapigliarsi su di chi siano le colpe, individuare i responsabili del declino. Come giustamente sottolinea Lei, occorre reagire. Perché non è certamente tollerabile che un’isola con le bellezze naturali dell’Elba, tanto per ricordare la ferita più dolorosa, debba fare a meno perfino della continuità territoriale aerea e veda ridursi poco per volta anche il traffico turistico sullo scalo di Marina di Campo. 

Noi delle navi siamo il capro espiatorio di tutti i mali dell’Isola, anche se a noi sembra ridicolo, se non oltraggioso, che la terza isola italiana non abbia di fatto un aeroporto. 

La Toremar (e penso di poter parlare anche a nome della capogruppo Moby) è pronta a confrontarsi da subito sulle intelligenti proposte che Lei ha formulato: i nostri servizi informatici e commerciali sono a disposizione per individuare come veicolare al meglio i “pacchetti” turistici – hotel+traghetto – a prezzi scontati di tutti gli albergatori elbani che vorranno seguirLa lungo questa strada: non chiediamo di meglio. 

In attesa di poterLa incontrare personalmente, Le invio i più cordiali saluti 

Matteo Savelli
Amministratore Delegato Toremar

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