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Aeroporto, bando di gara: si farà oppure no?

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A questa domanda risponde Claudio Boccardo, amministratore delegato di Ala Toscana che gestisce l’aeroporto dell’Isola d’Elba: «Il 6 ottobre ci sarà il consiglio dell’Enac che, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dirà se sarà possibile incrementare l’importo del bando: la cifra messa precedentemente a disposizione – 850mila euro l’anno per tre anni, di cui 350mila dalla Regione Toscana e il resto dal ministero attraverso l’Enac – non è più sufficiente per coprire i servizi.

Per il nuovo bando sono stati chiesti 250mila euro in più l’anno per il triennio. La Regione, pur disponibile, non ha fondi. Per cui è determinante il contributo di Enac.

Nell’ipotesi in cui venga concesso un aumento dell’importo stanziato precedentemente, entro 15 giorni dalla conferma si potrà convocare la conferenza dei servizi, propedeutica al bando. Speriamo di poterlo fare dunque entro la fine di ottobre. Il problema poi sarà la pubblicazione del bando che richiede un passaggio con la Comunità europea e che dovrà avere un periodo di esposizione di sei mesi, tempo necessario a “pubblicizzarlo”.

Tuttavia, siccome l’ultima volta la gara, pur andando deserta, aveva comunque reso pubblica la richiesta, speriamo di poter accorciare i tempi. Ma non dipende da noi.  Se il bando riuscisse ad essere pubblicato entro l’anno e bastassero quattro mesi per l’aggiudicazione, potremmo riuscire ad attivare i servizi entro la prossima stagione estiva.

Ma se ci vorranno i consueti sei mesi, sarà impossibile: servono inoltre almeno due mesi per far sì che la compagnia aggiudicataria promuova e organizzi i servizi. Il che significa che saremmo operativi nell’autunno del 2019. Noi cercheremo ovviamente di accorciare i tempi il più possibile. Però, vista la burocrazia imperante, non siamo così fiduciosi. Nel frattempo abbiamo avuto manifestazioni di interesse da parte di qualche compagnia.

Ovviamente tutto dipende dalla cifra disponibile: se dovesse essere confermata quella dell’altra volta è ovvio che l’interesse delle compagnie verrebbe meno».

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