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È del 24 agosto la petizione, con tanto di raccolta firme online, che Mauro Pili –  politico sardo, trombato più volte e alla ricerca disperata di una poltrona – sta portando avanti contro Tirrenia (Gruppo Onorato).

Il Masaniello sardo del partito “Unidos”, nella sua improvvisata e maldestra petizione, mette in discussione le concessioni statali riservate al gruppo per garantire la continuità territoriale via mare tra la Sardegna e il continente.

Come contemplato dalla Costituzione, la continuità territoriale ha lo scopo di garantire i servizi di trasporto ai cittadini abitanti in regioni disagiate della nazione a cui appartengono. Tutte le isole italiane devono ricevere dei sussidi per assicurare la continuità degli spostamenti sia per i passeggeri che per le merci da e verso il continente. Sacrosanto.

Ma la cosa grave, che il politico sardo nasconde, è che la sua petizione potrebbe mettere a rischio il lavoro di centinaia di persone, tra le quali molti cittadini sardi.

Come riportato da Ship2shore.it Achille Onorato, amministratore delegato di Moby, qualche giorno fa ha ricordato che le linee servite da Tirrenia con la Sardegna durante il periodo estivo non sono sovvenzionate dallo Stato per garantire la continuità territoriale.

E su quanto “denunciato” di Pili sulle tariffe elevate ha aggiunto: «L’obiettivo di tutti è quello di riempire le navi, di allungare la stagione turistica in Sardegna e in questo modo di abbassare ulteriormente il prezzo dei biglietti. Prezzi che oggi sono fra i più bassi sul mercato se si vanno a paragonare con altre località turistiche».

A proposito della convenzione pubblica con lo Stato – 72 milioni di euro l’anno – ha invece precisato che «i soldi vengono dati per determinate linee e per determinati periodi dell’anno. In estate le linee marittime con la Sardegna sono in libera concorrenza».

Ma se l’atteggiamento di Pili sembra assurdo, lo è ancor di più di quello di QuiNewsElba – sito di informazione locale – che promuove questa iniziativa ben lontana dallo Scoglio, dimenticando (o snobbando?) un’altra petizione lanciata più di un mese fa: quella che Vincenzo Onorato, patron di Moby, sta portando avanti per difendere il comparto marittimo italiano. Una raccolta firme che difende il futuro degli operatori del settore.

Che, solo sull’Elba con Moby e Toremar, coinvolge più di 400 famiglie. Qual è, dunque, il criterio di “notiziabilità” per QuiNewsElba? Cos’è più importante per questo quotidiano “locale”: promuovere una petizione che vuole mettere a rischio centinaia di posti di lavoro in Sardegna o informare le persone sul contenuto di quei tagliandini che si trovano su tutte le navi, dove un armatore sta combattendo per difendere il lavoro e il futuro di migliaia di italiani, tra cui centinaia di elbani?

La risposta sembra evidente. Le motivazioni bieche e banali. Visto che l’accanimento ingiustificato (e poco informato) su un tema “caldo” come il trasporto marittimo garantisce un immediato riscontro mediatico e raccoglie sempre il consenso degli haters.

1 COMMENTO

  1. Come se la Moby fosse in perdita… personalmente toglierei anche le sovvenzioni statali l’inverno. Con tutto quello che guadagnano nel periodo estivo dovrebbero essere obbligati a mantenere le tratte anche in inverno per mantenere la concessione…

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