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Fabio Betti, tour operator InVibe

Quando si parla di turismo, i giovani hanno una marcia in più. Soprattutto perché, rispetto a una famiglia media, hanno la possibilità di organizzarsi una vacanza anche in un periodo diverso da agosto. Magari a luglio. O a settembre. Mesi in cui tradizionalmente il turismo all’Elba “zoppica” un po’. Ma per riuscire a portare i giovani sull’isola bisogna offrire loro qualcosa di interessante, che sia un evento in discoteca o una festa sulla spiaggia. 

Al momento, purtroppo, l’Elba non è una meta appetibile. Così spesso i giovani preferiscono andare in vacanza in altre località come Rimini e Riccione. Il cui mare non è paragonabile a quello di quest’isola, ma in compenso quei luoghi offrono servizi e un’ampia possibilità di scelta tra gli eventi. Che fare? Si dovrebbe innanzitutto iniziare a lavorare su un’offerta attraente che convinca i giovani a venire qui. La bellezza dell’isola, con le sue meravigliose spiagge, da sola non basta più. Ci vuole anche altro. 

Anche perché il turista giovane offre grandi vantaggi: indubbiamente porta più soldi. Se il suo budget di partenza è di mille euro, state certi che tornerà a casa senza un centesimo. Una famiglia cercherà sempre di essere oculata con le spese, anche in vacanza. 

L’ostacolo più grande per lo sviluppo del turismo a misura di giovani è rappresentato dai regolamenti comunali che non permettono di invertire la tendenza. Se si organizza una festa, non si può ordinare che alle due di notte la musica venga spenta. Ovvio che poi i giovani preferiscano luoghi dove il divertimento è consentito e non limitato. È un problema di mentalità. 

I turisti più giovani spesso vengono visti come “chiassiosi”, non come clienti che fanno comunque girare l’economia locale.  La soluzione? Individuare delle zone ad hoc – magari distinta e distante dal turismo delle famiglie – dove i ragazzi possano divertirsi senza il timore di sentirsi dire che danno fastidio. Ma ci vuole la volontà di andare in questa direzione. Questo è un problema sentito anche dai ragazzi nati e vissuti sull’isola: loro stessi sono molto arrabbiati perché non ci sono mai nuovi eventi e realizzarli sembra sempre più difficile. Ma noi non ci scoraggiamo.

A settembre lavoriamo per mettere in piedi un evento che si chiama “L’Isola che non c’è”, un format romantico che vuole andare a colpire l’immaginario collettivo e ricordare gli anni Ottanta e Novanta. 

Anni gloriosi dell’Elba. Un passato che non è detto non possa tornare. L’evento prevede un’ambientazione da favola con numerosi artisti e video che cercheremo di far diventare virali. È ancora tutto in fase di definizione, probabilmente si terrà all’interno dell’anfiteatro del Parco Minerario di Rio Marina. Abbiamo già organizzato altri eventi qui, portando migliaia di ragazzi. La Pro Loco riese e il comune sono molto propositivi e ci stanno dando la massima disponibilità. “L’Isola che non c’è” andrà un po’ a “stuzzicare” i ricordi di chi ha vissuto la vera Isola d’Elba e darà la possibilità ai più giovani di conoscere quel periodo. C’è un grande fermento. Spero che riuscirà a smuovere le coscienze di chi di dovere. Le stiamo davvero provando tutte. 

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