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Il museo napoleonico della Misericordia di Portoferraio

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A Portoferraio, salendo la scalinata Napoleone – che parte da piazzetta Augusto Duchoqué e conduce alla villa dei Mulini – attiguo alla chiesa della Misericordia, si incontra l’omonimo museo. Piccolo ma ricco di cimeli napoleonici. Alcuni di essi sono stati donati dal principe Anatolio Demidoff, pronipote di Napoleone (nel 1840 sposò la- principessa Matilde Bonaparte, figlia del re Girolamo Bonaparte). 

Tra gli oggetti interessanti esposti vanno ricordati la poltrona sulla quale sedette l’imperatore per assistere al Te Deum cantato nel duomo di Portoferraio il 4 maggio 1814.

Una piccola tela ovale con l’effige della Madonna che tiene sulle gambe il Cristo morto, tela che la tradizione  vuole che fosse appesa al letto di Napoleone (foto a sinistra).

Purtroppo la cornice non è in buone condizioni di salute. Il museo custodisce anche un ritratto a matita del volto dell’imperatore di ignoto autore; la prima copia in bronzo della mano donata nel 1929 dalla direzione del “Musée de l’Armée” di Parigi e ricavata dall’originale in gesso. Un abito da sera che una nobildonna elbana ha indossato ospite di una festa in onore dell’imperatore. 

La bandiera di seta con sopra tre api d’oro disegnata da Napoleone stesso per il suo regno all’Elba (foto a destra). La maschera mortuaria in bronzo rilevata dal calco effettuato dal medico personale a Sant’Elena, il dottor Francesco Antommarchi. Un’urna funeraria con la quale la salma dell’imperatore fu trasferita da S Elena a Parigi, copia di quella conservata a “Les Invalides” nella capitale francese. Un abito curato nei minimi dettagli dal sarto Gabriele Mendella, ricostruito sul modello risalente all’epoca napoleonica e appartenente al reparto dei Granatieri. Tele del XVII e XVIII secolo, raffiguranti volti di santi e immagini sacre, un prezioso antifonario (1676), il primo statuto dell’arciconfraternita della Misericordia (1566), paramenti, ex voto, oggetti sacri e arredi che sono testimonianza della vita della arciconfraternita della Misericordia nei suoi oltre quattro secoli di vita. 

La visita di questo museo riesce a trasportare ed immergere il visitatore nella vita di duecento anni fa quando Napoleone era all’Elba. Questa è suggerita non solo agli ospiti che vengono all’isola ma, soprattutto, a noi elbani. Spesso, con un certo orgoglio, parliamo e commemoriamo il breve soggiorno del Bonaparte nella nostra terra e magari non siamo mai entrati a vedere questo museo: consiglio di farlo perché davvero siamo riportati all’atmosfera dell’epoca.

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