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Lettera-appello di un albergatore ai suoi “colleghi” sull’isola

Che cosa sta succedendo all’interno dell’Associazione Albergatori? Ci è stata girata questa lettera che ben evidenzia la paralisi del comparto turistico elbano e la richiesta di un intervento deciso e mirato di tutta la categoria.  

“Cari albergatori,

rappresento la proprietà del Resort le Picchiaie a Portoferraio. E, giunti quasi alla fine della nostra seconda stagione di operatività sullo Scoglio, mi sorgono spontanee domande ed osservazioni. Premetto che, prima che albergatore, mi reputo un aziendalista. Pertanto, il mio potrebbe essere un punto di vista meno tradizionale e meno allineato ai colleghi. Da imprenditore indipendente.

Mi risulta che la stagione per l’intera isola abbia sofferto una contrazione di presenze dell’ordine del 20%, sbagliando semmai per difetto. Eppure, almeno per quanto ci riguarda, abbiamo investito in ristrutturazioni e migliorie di ogni tipo:  vecchi clienti dicono che il Resort è irriconoscibile, i complimenti fioccano. Cosa stiamo sbagliando?

La situazione, per la maggior parte degli imprenditori, è grave. Tralasciando quelli che godono di una rendita di posizione perché dispongono di strutture localizzate in punti strategici, che sono sempre le prime a saturarsi, e che probabilmente diranno che va tutto bene, per gli altri è grigia sul serio. Come rispondere quindi? Qualche albergo insiste col fare la guerra dei prezzi correndo verso ribassi da campeggio, anziché lavorare concertando politiche mirate ad aumentare l’offerta turistica. Le compagnie di navigazione alzano i prezzi per far tornare i conti su minori presenze, causando una diminuzione degli arrivi. Insomma, comunque la si guardi, si osserva un bel problema.

Esiste un’associazione di categoria, l’Associazione Albergatori, di cui anche noi facciamo volentieri parte (pagando una significativa quota) ma pur riconoscendo la fornitura di ottimi servizi contabili e formali, peraltro forniti a costi di mercato, ho visto ben poca chiarezza su dove portare gli associati come categoria di imprenditori, come integrarsi con la pubblica amministrazione, quali iniziative commerciali condividere e promuovere. Nessuna iniziativa degna di nota, a parte la partecipazione a fiere che, però, prevedono ulteriori costi di visibilità che esulano la quota. 

L’associazione dispone anche di una propria agenzia di viaggi e prenotazioni, “Ilvaviaggi”, ma finora non mi è parsa molto propositiva. Inoltre, segnalo che la famosa “compagnia di navigazione Elbana Blu Navy”, applica sostanzialmente le stesse tariffe di Moby e Toremar, circa 200 euro per una coppia con auto andata e ritorno, ma mi sfugge come ciò sia possibile considerato che le ultime due lavorano anche i 6 mesi invernali con ricavi prossimi allo zero mentre la prima lavora solo nei periodi grassi della stagione turistica. Ma allora a cosa serve la Blu Navy? Io avevo capito che avrebbe offerto tariffe concorrenziali a vantaggio di noi albergatori…  

Non sarebbe allora forse stato meglio fare degli accordi commerciali con chi, da sempre, ci porta TUTTI i turisti sull’isola e peraltro porta gli elbani avanti e indietro d’inverno anche quando ogni corsa della nave perde migliaia di euro? Tutte queste logiche paiono difficili da capire per un milanese imbruttito come me, lo confesso… 

Posto che nessuno sembra in grado di darmi risposte convincenti, con questa lettera lancio una proposta da indipendente: facciamo un accordo commerciale con Moby e Toremar, creiamo dei semplici pacchetti weekend di 2 o 3 notti, visibili sui loro siti (e anche sui nostri). Chi aderisce si impegna a scontare le proprie tariffe di una certa percentuale verificabile, e Moby e Toremar faranno lo stesso. Con tale sinergia ci si aiuta a vicenda: i turisti saranno invogliati a venire sull’isola e troveranno prezzi adeguati ai servizi, per quanto riguarda sia gli alberghi che i traghetti.  

Tutti gli elbani, in ogni settore, devono impegnarsi a rilanciare l’offerta. La logica è semplice, l’intero nel commercio (non me ne vogliano i matematici) vale sempre più della somma delle parti, e come mi hanno insegnato ad Economia 1, dobbiamo abbassare la curva di indifferenza a livelli appetibili. 

Facendolo, venderemo più stanze e più biglietti nave e, spero, guadagneremo di più di oggi, daremo più lavoro, allungheremo le stagioni. Facciamo un nuovo portale apposito, con i migliori algoritmi copycat per mettere in linea tariffe dinamiche, in sinergia con i costi dei traghetti, stabiliamo limiti floor sotto i quali ci si impegna a non andare, insomma iniziamo a lavorare, basta chiacchiere e critiche senza proposte.

A disposizione di chiunque sia interessato, un cordiale saluto”

Dottor Stefano Casarelli

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