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Continua l’inchiesta del Corriere Elbano sulla gestione dei rifiuti all’interno della darsena di Portoferraio da parte della Cosimo de’ Medici srl.

I nostri articoli che denunciavano la discarica abusiva a cielo aperto tra la Gattaia e la sala espositiva Telemaco Signorini hanno avuto come diretta conseguenza le dimissioni dell’intero Cda della partecipata comunale (leggi qui). Tuttavia, questo non è bastato a far cambiare il modus operandi dei cosimini.

Ecco cosa è successo: il giorno dopo lo scandalo, è stata contattata la Permare srl, l’unica, ricordiamolo, ad avere potere e competenze per trasportare i rifiuti in darsena. E così, finalmente, quel vergognoso immondezzaio è sparito.

Ma gli ospiti del molo, ovviamente, hanno continuato a “produrre” spazzatura. E dove è stata messa stavolta? E chi lo sa. Fatto sta, però, che i secchioni di fronte alla Gattaia, dall’altro lato della strada, sul marciapiede (zona che non è comunque di competenza della Cosimo de’ Medici srl) si sono improvvisamente riempiti di sacchi neri. Ma che cosa strana…

Quindi da una discarica quantomeno seminascosta adesso si è passati a uno scempio in bella (?) vista. Ma complimenti vivissimi a tutti quanti.

A quanto pare, nella testa dei cosimini non riesce proprio a fare breccia l’idea che non è spostando quell’ammasso di sacchi neri che si risolve in problema (anche perché, in questo caso, lo si è addirittura peggiorato). La spazzatura – soprattutto in una zona turistica – va raccolta più volte al giorno. Perché, oltre allo spettacolo indecente sotto gli occhi dei villeggianti, va messa in conto anche la puzza nauseabonda causata dalle alte temperature estive. Senza contare gli animali – in primis i gabbiani – che ne fanno scempio per la strada. Che dire? Saluti e baci dall’Isola d’Elba: che bella immagine da cartolina!

A questo punto, non ci resta che invocare l’intervento del sindaco Mario Ferrari. Visto che il suo vice, Roberto Marini, che ha la delega alle partecipate, in questo periodo è evidentemente in tutt’altre faccende affaccendato.

 

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