Home Rubriche I beni culturali dell'Elba Il duomo di Portoferraio, un altro dono di Cosimo de’ Medici

Il duomo di Portoferraio, un altro dono di Cosimo de’ Medici

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La sua costruzione, nel 1548, è contemporanea a quella dell’inizio delle prime fondamenta di Cosmopoli. Serviva per l’assistenza religiosa ai militari e costruttori della città voluta da Cosimo I de’ Medici, fin dal secolo XIX gode del titolo di Duomo. È chiesa arcipretale, dedicata alla natività di Maria Santissima.

Quando fu costruito aveva la larghezza dell’attuale navata centrale, ma fu ampliato nel 1590: fu lasciata inalterata l’altezza ma fu raddoppiata la lunghezza.
Nel 1632, nelle pareti laterali, furono aperte due nuove cappelle.
Nel 1700 si accrebbe ancora la lunghezza finché nel 1823 prese la grandezza e la disposizione attuale trasformando le due cappelle in due navate minori per cui la chiesa è a tre navate.


Nella facciata insistono tre porte d’entrata una per ciascuna navata: la più grande è quella centrale che ha sopra un frontone. Sopra ancora un rosone.
La copertura dell’edificio è a capriata lignea.
 Il 4 maggio 1814 Napoleone Bonaparte vi assistette ad un Te Deum cantato in segno di giubilo per il suo arrivo all’Elba.

Entrando dalla porta laterale sinistra della facciata si entra nella navata minore di sinistra dove, in fondo, di fianco all’altare maggiore, ce ne è uno minore con un grande crocifisso ligneo del 1549 che prima si trovava sull’altare maggiore della navata centrale.

Partendo dalla porta d’ingresso incontriamo lungo la navata minore di sinistra alcune lapidi funerarie a ricordo di benefattori della città e della parrocchia. Procedendo si incontrano due tele: una rappresenta San Gaetano Thiene, l’altra la Natività con la Madonna e San Giuseppe in adorazione di Gesù Bambino. Più avanti una tela settecentesca della Madonna del Rosario con dipinti intorno i quindici misteri del rosario e ai lati della Madonna si trova Santa Caterina da Siena e San Domenico che riceve da un angelo una corona del rosario, inginocchiati San Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai. Nel centro una grande tela che raffigura la visita di Santa Elisabetta con ai lati San Zaccaria e San Rocco con il bastone di pellegrino. Un olio su tela di Regoli “Deposizione di Gesù dalla croce”.
Alla parete vicino all’uscita è appesa una tela raffigurante l’estasi di Santa Teresa d’Avila.

Nella navata centrale, la maggiore, oltre ad un piccolo pulpito proveniente dalla chiesa del Salvatore dei Francescani, c’è l’altare maggiore con un crocifisso che domina dall’alto. L’altare maggiore di scagliola e poi nel 1813 fu sostituito con uno di marmo proveniente dalla chiesa del Carmine che era stata chiusa e trasformata nel teatro dei Vigilanti.

La porta laterale destra della facciata introduce nella navata minore di destra dove procedendo incontriamo l’altare della Madonna del “Buon Viaggio”: sotto la mensa c’è una navicella in rilievo, sopra una tela con Madonna e Gesù Bambino con corona d’argento, con i santi Ambrogio e Santa Margherita Regina.

Nel centro una grande tela dell’Annunciazione dipinta dal pittore portoferraiese Sagrestani. Vi si vede in ginocchio anche San Francesco. Vicino all’uscita si trova una grande tela raffigurante l’assunzione di Maria Santissima.


In fondo, c’è l’altare dell’Immacolata con statua settecentesca in cartapesta. In basso si trova un’urna di vetro che contiene l’immagine di Maria Bambina, alla quale il Duomo è dedicato.

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