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Due esperti nel settore del marketing. Con esperienze e percorsi diversi. Ma comunque concordi nel dire che l’Elba, pur avendo grandissime potenzialità, è fortemente limitata dalla mancanza di un progetto strategico di promozione. Soprattutto per quanto riguarda l’ospitalità in alberghi e case vacanza.

Da una parte, Francesco Comotti, uno dei più quotati manager italiani a livello internazionale in campo turistico, che opera nel settore da quasi 30 anni, in particolare sulle strategie per il turismo incoming. Nel suo curriculum spiccano esperienze di direzione a Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Aspen, Costa Azzurra e Saint Vincent.

Dall’altra parte, Vincenzo Cella, managing director di Halldis, società italiana leader nella locazione di immobili gestiti per conto dei proprietari e affittati per uso turistico e per motivi di lavoro, e che fa parte del Gruppo Windows on Europe.

Due professionisti del settore che hanno già ampiamente dimostrato sul campo le loro competenze. Entrambi vedono nell’Isola d’Elba il “prodotto” ideale che, con la giusta strategia di marketing, potrebbe davvero sbaragliare la concorrenza.

La parola d’ordine? Destagionalizzazione. Il concetto è quasi banale: ridurre la distanza tra il picco massimo e il picco minimo di presenze turistiche è fondamentale per ottimizzare le risorse, evitare la congestione in alcuni periodi e consentire agli operatori di distribuire il lavoro durante tutto l’anno. Conviene sia dal punto di vista della quantità e delle qualità del lavoro sia da quello dei costi. La struttura rimane sempre aperta e durante l’inverno l’Elba non si trasforma inesorabilmente in un’isola deserta.

Giusto? Sbagliato. Perché qui, a quanto pare, la parola “destagionalizzazione” suona quasi come un insulto. Si accampano scuse sui costi, ma il dubbio è che tra molti albergatori manchi la voglia di darsi da fare.

Pigrizia o disinteresse? A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina diceva Pio XI. Anche perché altrimenti non si spiega l’atteggiamento passivo-aggressivo di buona parte della categoria (e di chi la rappresenta) che fa davvero passare la voglia ai pochi che tentano di innovarsi.

La verità è una: i numeri dei turisti diminuiscono e non si può continuare a far finta di niente. A meno che non si stia volontariamente cercando la bancarotta.

Sia Comotti che Cella hanno le idee molto chiare. Per loro la risposta è semplice: occorre fare un piano strategico, da qui a dieci anni, affidarsi a professionisti del settore e smetterla di tirare a campare. Perché finora è andata bene, ma si inizia ad arrancare.

Ed è importante non farsi trovare impreparati. Perché il turismo è cambiato. Sono cambiati i turisti e le loro esigenze. Prima ci si prendeva un mese di vacanza, spostandosi con tutta la famiglia al seguito, spendendo il “tesoretto” risparmiato tutto l’anno in vista delle ferie.

Adesso, al massimo, ci si possono permettere un paio di settimane, la capacità di spesa per gli “extra” si è drasticamente ridotta. Senza contare che, computer alla mano, si può scegliere tra migliaia di offerte vantaggiose in località di tutto rispetto. Insomma, l’Elba potrebbe non essere più una scelta privilegiata, ma una delle tante.

Ecco allora che diventa vitale inventarsi qualcosa per ravvivare il settore: creare valore, riqualificare il “prodotto Elba”, modulare l’offerta, andare incontro alle esigenze di mercati specifici. Rivalutare il patrimonio immobiliare.

Ma è fondamentale un cambio di mentalità. Comotti lo ha provato sulla sua pelle quando ha interagito con le istituzioni locali. Un muro di gomma. Cella non ha ancora provato il brivido di questa esperienza, ma confida nel buonsenso.

La speranza è che il loro contributo serva quantomeno a smuovere le coscienze. Ci sono tante esperienze positive di destagionalizzazione: regioni come l’Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige e la Val d’Aosta registrano flussi turistici soddisfacenti tutto l’anno.

E non si tratta di un miracolo, ma del frutto di precise strategie che hanno portato operatori pubblici e privati a lavorare, consapevolmente, in sinergia. Anche perché l’Elba non è solo mare: è cultura, enogastronomia, sport, escursioni, storia. E per godere di queste meraviglie non c’è bisogno di aspettare l’estate.

Ecco i due articoli:

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