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Una casa vacanza su due è stata affittata in maniera irregolare. Vale a dire, nella stragrande maggioranza dei casi, “in nero”. Senza contratto. E quindi, senza pagare le dovute imposte.

Questo è quanto è emerso dai controlli a tappeto effettuati dalla Guardia di Finanza sui proprietari di seconde e terze case nei luoghi di villeggiatura. Delle 895 verifiche effettuate, una su due è risultata irregolare. Ben 539 le violazioni rilevate. La Toscana è, insieme alla Puglia e al Lazio, una delle regioni con i casi più numerosi di affitti irregolari scoperti.

Un problema, quello delle “vacanze in nero” che riguarda anche l’isola d’Elba e che non solo danneggia gli operatori onesti, ma “falsa” anche ogni dato e proiezione relativa al turismo locale.

Ma quante sono le case vacanze qui? Ah, saperlo. Manca, infatti, un censimento recente ed esaustivo. Ma, giusto per rendere l’idea, facciamo riferimento ad uno studio commissionato dalla Provincia di Livorno nel 2001 (qui) che, al tempo, aveva calcolato che sull’isola c’erano 25.196 abitazioni di cui 12.671 non occupate da cittadini residenti o vuote o comunque di proprietà di persone residenti.

Si potrebbe dunque ipotizzare che, numero in più numero in meno, sono circa 13mila le potenziali case “affittabili” (regolarmente?) sullo Scoglio. Sarebbe dunque auspicabile che la Guardia di Finanza estendesse i controlli anche da queste parti: chi non è d’accordo, evidentemente, fa parte della categoria dei “furbetti”. Gli altri, quelli onesti, avranno solo da guadagnare da una bella ripulita da questo nero che avvelena l’economia locale.

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