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Partita in ritardo la stagione, i numeri sono allarmanti. Calo di oltre il 10% negli arrivi e si stima addirittura tra il 20 e il 30% per le presenze nelle strutture alberghiere. Confesercenti Toscana allerta “è finito il turismo di rendita, bisogna investire”

Per un’isola che basa il suo Pil totalmente sul turismo sono dati preoccupanti. O almeno dovrebbero esserlo, soprattutto per il presidente dell’associazione albergatori elbani Massimo De Ferrari.

Sembra che qualcosa non stia funzionando. Ma non solo all’Elba, anche in altre parti d’Italia, infatti, si registrano dei cali. Da un articolo del Corriere della Sera risulta che Gallipoli, la meta italiana più scelta lo scorso anno, in alcune strutture ha registrato anche un -40%.

Alcune zone della costa toscana fanno leggeri numeri solo nei weekend, ma di fatto sono “abbandonate” durante la settimana. Bene invece i musei e le città d’arte.

La Sicilia continua ad aumentare: negli ultimi anni, investendo nella cultura e nel territorio, ha visto il trend positivo in aumento.

Inevitabile pensare che il turismo stia cambiando, anno dopo anno. Partendo da un concetto di vacanza e voli low cost, che con pochi euro rendono più accessibili i viaggi all’estero. Però, di fatto, stanno distruggendo la concorrenza a discapito di quei lavoratori sottopagati a ritmi forsennati (un esempio è Ryanair oggi al collasso).

Passando per un concetto di turismo dove gli investimenti, sull’offerta, sono pari a zero mentre i prezzi lievitano continuamente. Il concetto di “tutto e subito” senza pianificazione non funziona. Il presidente di Confesercenti Toscana Nico Gronchi, in un ‘intervista a La Nazione, ha detto “sono segnali chiarissimi che il tempo della rendita è finito anche per una regione come la nostra, è che occorre tornare ad investire”.

L’Isola d’Elba, che in termini di offerta turistica negli anni ’80 ha fatto da padrona nel Mediterraneo, oggi è rimasta bloccata. Poca offerta, pochi eventi, poli museali non valorizzati e poche strutture all’altezza della richiesta. Da chi è convinto che il problema siano le navi, con prezzi in linea con il resto del mercato, ma che non parla del caro alberghi, dove tutto è concesso invece.

Nave o no, la crisi turistica ha colpito molte zone italiane, non solo le isole. Il problema quindi non è il prezzo, bensì l’offerta in cambio di questi costi. Pensare di svendere l’isola a prezzi low-cost sarebbe la fine.

Bisogna investire nell’offerta per riportare i turisti. A livello internazionale un esempio è stato Ibiza, una delle mete più gettonate di sempre. Un’isola che, nonostante i milioni di turisti che la raggiungono ogni anno, cerca sempre di rinnovarsi e di tutelare l’offerta del territorio. Negli ultimi anni con il crescere di un turismo di massa, che nella maggioranza dei casi ha portato addirittura ad indebolire l’economia locale, sono state adottate delle misure per riportare l’isola ad essere una meta ambita e ricercata. L’aumento dei prezzi è stato inevitabile, ma di pari passo con l’offerta del territorio. I porti di Eivissa e Sant Antoni totalmente rifatti, la dura lotta all’abusivismo degli affitti, discoteche ed eventi sempre al massimo delle aspettative, strutture ricettive in continuo restiling. Insomma, strategie e investimenti stanno funzionando, tanto che Ibiza ha diminuito il flusso turistico, con un calo del 6%, ma che ha aumentato il prodotto interno locale. Quindi meno turisti, che spendono di più, in cambio di un’offerta eccezionale.

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3 COMMENTI

  1. Ad agosto girano ancora per le strade autobus di gruppi, il che vuol dire che siamo alla frutta. Oramai un turismo da pannolino a pannolone.

  2. Questa tendenza per l’Elba non è una sorpresa. Ogni anno i prezzi aumentano, non importa dove. Traghetto, cibo, ristorante, hotel. Perché, ad esempio, gli hotel e i ristoranti devono pagare un’enorme quantità di denaro ogni anno per lo smaltimento dei rifiuti. In primavera e in autunno mancano i turisti. Non ci sono alternative nel tempo variabile, cosa fai sotto la pioggia? Non abbiamo nemmeno bisogno di parlare del misere dell’aeroporto all’Isola d’Elba … Inoltre, non esiste un shuttle regolare da Pisa all’Elba. Molti appartamenti e i campeggi hanno il cambio nel fine settimana e non sono abbastanza flessibili per altre richieste durante la settimana … ecc. ecc.
    Non c’è pubblicità per il turismo italiano sulla televisione straniera. Altri paesi come la Spagna, la Grecia, la Turchia, fanno pubblicità da molto tempo e regolarmente, ad esempio sulla televisione tedesca. La pubblicità sulle fiere turistiche da sola non è sufficiente.

  3. Credo che un 10% di calo, per la scarsissima offerta di questa Isola, che da anni ed anni si affida alla sua bellezza naturale, senza coccolare i propri turisti sia anche troppo poco… Svegliatevi perché all’Elba non ci sono repeater, chi viene promette che non tornerà mai più.. morto dalla noia.

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