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tassa di sbarco, elba, isola d'elba, capoliveri, turismo, trasporti

Buongiorno direttore,
vorrei intervenire, dopo avere letto il Corriere Elbano di Agosto, a proposito della tassa di soggiorno “di sbarco”. Sono, per mia fortuna, possessore di un appartamento nel comune di Campo. Quindi ne sono esentato, dato che pago Imu, Tari, eccetera, al comune di competenza. Penso, però, a chi non avendo una casa vuole passare anche solo una giornata al fantastico mare dell’Elba. Penso ai tanti Piombinesi che, magari, prendono una nave la mattina per passare una giornata alle Ghiaie e ritornare a sera. Loro non soggiornano, non usufruiscono di strutture alberghiere… ma pagano la tassa di soggiorno, come se per andare un giorno a Firenze o Siena trovassi all’ingresso un casello dove pagare un ticket per entrare. Questo secondo me non è assolutamente giusto.

Daniele Ferrini

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Caro Ferrini,
la soluzione sarebbe molto semplice: basterebbe fare il biglietto di andata e ritorno per lo stesso giorno e allora la tassa di soggiorno non si pagherebbe più.

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2 COMMENTI

  1. Falso. La tassa di sbarco la si paga anche prenotando contemporaneamente andata e ritorno nello stesso giorno.

    • Abbiamo parlato di “soluzione”, non di stato di cose. Ma ha ragione, può esserci un fraintendimento. Riformuliamo la risposta, a scanso di equivoci: “La soluzione sarebbe molto semplice: basterebbe fare il biglietto di andata e ritorno per lo stesso giorno e allora la tassa di soggiorno non si pagherebbe più”.

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