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Roberto Marini, vicesindaco di Portoferraio con delega alle Partecipate, risponde alle critiche sollevate dal Corriere Elbano sul funzionamento della Cosimo de’ Medici srl.

«Questa amministrazione – chiarisce – si è impegnata sin da subito affinché questa società potesse promuovere il turismo e l’immagine della città, motivi per i quali è stata creata, e semplificare l’attuazione degli interventi».

Ma, spiega, il processo per rendere la partecipata del comune funzionante a tutti gli effetti «è sicuramente lento. Gli ambiti in cui operiamo sono tanti e, un po’ alla volta, stiamo colmando le nostre lacune».

Difende, tuttavia, l’operato dei dipendenti della Cosimo de’ Medici srl «su cui questa amministrazione ha investito anche in termini di corsi di formazione, come ad esempio sull’accoglienza e sugli aspetti relativi alla sicurezza. Rispetto alle vecchie gestioni – continua Marini – abbiamo fatto grandi passi in avanti: molto è stato fatto per migliorare la ricettività nautica della darsena medicea sia con nuove infrastrutture che con nuovi ormeggi, con investimenti per circa 150mila euro, sia per gli spazi a terra».

Le azioni messe in campo, assicura, hanno portato al raddoppio delle possibilità di accoglienza delle unità da diporto in termini di misure.

«Un grande risultato è aver aperto il punto informazioni che non esisteva e la sala per incontri e seminari alla Gattaia. Ancor di più è stato fatto per le fortezze, con una opera di riqualificazione che ha portato a “riscoprire” Santa Fine da anni nascosta dalla vegetazione. Molto di più è stato fatto, poi, per gli impianti sportivi, come nel caso degli spogliatoi di San Giovanni, interamente rifatti».

Quanto ai poteri decisionali della Cosimo, Marini chiarisce che, essendo una partecipata al 100 percento, è controllata dal Comune: attraverso i suoi organismi, giunta e consiglio, ne approva il sistema tariffario relativo al porto, ai siti museali ed agli impianti sportivi. Come per tutte le partecipate anche per la Cosimo il controllore finale è il sindaco.

«I professionisti costano, lo so bene – si difende Marini – essendo anche assessore al Bilancio per il comune, ma stiamo lavorando per sopperire a queste mancanze. Molti dei nuovi arrivi sono ragazzi laureati che conoscono le lingue.

Ad esempio da poco è entrata a far parte del team, Laura Pagliantini, archeologa di grande esperienza e professionalità, responsabile dei siti museali e direttrice scientifica laureata in Archeologia con dottorato di ricerca in archeologia dell’Isola d’Elba.

Il personale è numeroso, ma penso siano tutti indispensabili. Il fatto che la società abbia, essendo una partecipata, i vincoli di assunzione a tempo indeterminato e, quindi, si possa agire solo con personale stagionale è, comunque, un limite».

Dalla manutenzione delle aree verdi, alla gestione dei poli museali e del porto turistico, fino agli impianti sportivi. Tanti i campi d’azione, ma che – inutile nascondersi dietro un dito – hanno bisogno di professionisti per garantire a Portoferraio la ripresa turistica e sociale che si attende da anni.

Quanto alla vicenda della bandiera, il vicesindaco difende la Cosimo de’ Medici («quella bandiera c’è sempre stata») e puntualizza che, come accade in altre località, soprattutto turistiche, vuole essere un segno distintivo di una comunità nonché un’attenzione proprio verso gli ospiti.

«Certamente potrebbe essere integrativa al nostro tricolore». È vero, la gestione del porto non è semplice. Ma non si può improvvisare. Se si pensa alla sostituzione a luglio delle fatiscenti fioriere nella darsena medicea, in coincidenza, guarda il caso, con un evento organizzato e promosso proprio dalla Cosimo de’ Medici.

«Da mettere in evidenza però non è certo il disagio, visto che i lavori sono stati eseguiti in soli cinque giorni, ma il grande risultato raggiunto: ora la Darsena ha senza dubbio un altro aspetto e questo dopo anni e anni di incuria e trascuratezza».

«Concludo precisando che le critiche che ci vengono fatte sono sempre prese in modo costruttivo, ma bisogna sempre ricordarsi da dove siamo partiti: arredi e funzionalità darsena, impianti sportivi, poli museali e manutenzione siti erano del tutto inesistenti.

La Cosimo, presieduta da Vittorio Campidoglio, è finalmente divenuta il braccio operativo del Comune; siamo sulla buona strada, lavorando capita a tutti di sbagliare, ma, senza dubbio, cercheremo tutti di fare ancora meglio per la nostra comunità».

Staremo a vedere.

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