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Il mondo di oggi, visto e raccontato dalle opere dell’artista Pablo Massa

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Le sue opere sono un turbine di colori. Doppi sensi, giochi di luci e strani accostamenti. Ma tutte hanno dei significati forti e intensi che vanno scoperti per un viaggio in quella che è la società di oggi.

Sta preparando la sua prima mostra di arte contemporanea della storia dell’Elba. Un sogno diventato realtà.

Che tipo di arte è la tua?
«Non sono un artista che lavora per arredare salotti. Anzi a volte sì! Il mio lavoro è il riflesso di una società in decadenza che non ha più la capacità di riflettere con il proprio cervello. La mia missione è provocare e tentare sempre di smuovere qualcosa all’interno delle anime perse, qualsiasi cosa anche rabbia o angoscia. L’importante per me è interpretare le reazioni del pubblico, sono una spugna che assorbe e rigetta tutto contro l’umanità: religione, sesso, potere, arte, consumismo, guerra, simbologia, pace, amore e morte».

Che legame ha l’Elba con l’arte contemporanea?
«Nessuno. Forse non esiste proprio. In passato l’Elba era frequentata da artisti molto importanti e molti vivevano sull’isola. Ancora oggi abbiamo la fortuna di averne in vita, ma vengono trascurati dalla comunità locale. Quindi diciamo che adesso ha un rapporto mediocre con l’arte moderna e nessuno con l’arte contemporanea. Nel mio piccolo, sto cercando di sviluppare, insieme ad un gruppo di pazzi geniali, qualcosa che riporti l’arte sull’isola. Il percorso è in salita e in vetta c’è qualcosa di grosso che non posso svelare, un regalo per l’Elba!».

Come rispondono gli elbani alle tue opere, vista la presenza a dir poco “ingombrante” di Napoleone?
«Forse qui è ancora un’arte troppo sconosciuta. Quindi non rispondono. Come spesso amo professare il mio obiettivo è quello di far diventare quest’isola una capitale d’arte contemporanea. Ho già messo in moto diversi progetti di collaborazione con addetti ai lavori, lavorando con amore e passione per l’arte e il territorio. Un’isola frequentata tutto l’anno da persone sensibili e di cultura. Benestanti, artisti, registi. Insomma, ritornare a quell’Elba anni ‘60-’70 che tutti ricordano con passione. Per quanto riguarda Bonaparte invece, nella cover di Inside Elba, abbiamo introdotto anche lui nel magnifico mondo dell’arte contemporanea».

Qual è l’opera che più ti caratterizza?
«Mi caratterizzano tutte, ma diciamo che se vogliamo trovarne una che le racchiude tutte allora scelgo il mio simbolo della “Pace con le Corna”, come testimonianza di milioni di persone morte in nome della pace. Io faccio scultura, pittura, fotografia, installazione e digital art e ogni mio lavoro ha una sua diversa personalità. Conosco tante tecniche che reputo estremamente importanti, ma poi bisogna dargli il giusto peso, per non farle diventare una roba da “sfigati” con il complesso dell’artista. Vado matto per i colori vintage, i corpi nudi, la simbologia massonica e tutto ciò che ha a che fare con l’enigma umano. Credo a tutto quello che la massa non crede e tocco argomenti forti con una estetica profonda e un pizzico di sarcasmo».

A breve ci sarà una tua mostra?
«La mia prossima personale sarà dal 6 al 10 agosto alla sala Telemaco Signorini a Portoferraio. Sono felice che sia stata proposta e sponsorizzata da “Acqua dell’Elba”, che sostiene il mio lavoro. Grazie a loro potrò presentare il mio lavoro anche al pubblico elbano. Sarà la prima e vera mostra d’arte contemporanea nella storia dell’Elba, un primo passo. Ne vedrete delle belle: dipinti astratti e repliche burlone di un Picasso orgasmico, istallazioni, sculture e spumante».

Qual è il tuo sogno?
«Vivo ogni giorno il mio sogno, godendomi ogni emozione. Voglio fare tutto nella mia vita. Più che sogni ho delle “missioni” da compiere».

Arte Contemporanea all’Elba

Pablo Massa è nato all’Elba nel 1985. Cresce a soli undici passi dalla spiaggia del Forno a Portoferraio, ma le sue radici sono sparse ovunque. Dall’Argentina dei suoi genitori, fino all’anima napoletana dei suoi nonni.

Eterno viaggiatore e ricercatore della verità, traccia la sua strada nel mondo dell’arte iniziando con la fotografia, quasi sempre in studio, creando scenografie che rappresentano un mondo patinato da mille simboli senza senso.

Ritrae donne completamente nude, ma togliendo loro ogni malizia e decorandole con oggetti sacri, esaltandone i difetti e la sessualità repressa. Alcuni di questi scatti sono stati presentati a Venezia in una mostra chiamata “Vanity Venice” nel 2013.

Pablo porta in mostra i migliori scatti e in particolare uno che mostra una Venezia contemporanea in chiave Eyes wide shut. Oggi è l’editore della rivista d’arte Inside Elba, magazine realizzato insieme alla Creative Director Marina Burrascano, per raccontare tutte quelle eccellenze che l’isola offre.

Col tempo, Pablo continua a lavorare nell’arte ma in un modo più onnivoro: ha quasi abbandonato la fotografia per iniziare a creare dipinti, sculture e installazioni, concentrandosi soprattutto sul messaggio. Un artista comunicatore in continua crescita.

Pablo non cerca ispirazione per le sue opere, ma coglie il più possibile da tutto quello che lo circonda per poi sfogare il suo animo e le sue sensazioni nelle opere. «In realtà basta guardarsi intorno. Semplice. La creatività permea nell’esistenza e nella vita di tutti i giorni».

Un artista giovane e deciso. Che ama da pazzi la sua isola e che vuole far conoscere agli elbani questa arte così lontana dagli stili classici. Un uragano con il sorriso stampato sul viso. «Ho talmente tante idee che potrei lavorare per 700 anni».

Il suo obiettivo è coinvolgere il più possibile la comunità locale per far capire che l’Elba può diventare veramente il paradiso dell’arte. Sono tanti i sogni nel cassetto di Pablo, ma quello più importante di tutti «è ritrovare l’equilibrio assoluto, ritornare all’essenza, alla vera natura della mente».

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