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«Le farmacie elbane lavorano tutte molto bene. Non ci sono mai stati problemi. Men che meno quelli riportati dai giornali di questi giorni. Non mi risulta alcun caso di turisti “costretti” a presentarsi al nostro Pronto Soccorso per farsi dare un medicinale perché il farmacista non ha risposto alla telefonata di reperibilità». Gianni Donigaglia, responsabile di Zona Distretto Isola d’Elba-USL Toscana Nord-Ovest, non ci sta.

Quanto letto sui giornali non ha trovato finora alcun riscontro nella realtà. La notizia, dal Corriere Fiorentino, è rimbalzata come la pallina di un flipper fino ai quotidiani nazionali. Anche il Corriere Elbano l’ha riportata, e ce ne scusiamo.

La vicenda ha dei contorni fumosi. Non si sa nulla di questa fantomatica turista che avrebbe denunciato lo spiacevole incidente, facendo piovere critiche sulle farmacie elbane, “colpevoli” di non avere una struttura aperta 24 ore su 24 – la legge la prevede solo nei comuni con più di 25mila abitanti – facendo terrorismo psicologico nel parlare di “rischio intasamento” del Pronto Soccorso di Portoferraio. «Un rischio inesistente» assicura Donigaglia.

Si dice sorpreso anche il dottor Angelo Testa, responsabile del P.S. dell’ospedale. A lui non risulta che il fatto sia realmente avvenuto. Non si sa nulla di questa ragazza: se si sia sottoposta al triage, se sia stata ricoverata o comunque presa in carico. Solo in questi casi, assicurano i medici, sarebbe possibile la somministrazione di un farmaco all’interno della struttura. «Il Pronto Soccorso non distribuisce medicinali a portar via. È inconcepibile». Chi è questa turista? Aveva una ricetta? È passata dall’Urp? Tante le domande senza risposta. L’ospedale di Portoferraio, comunque, intende andare fino in fondo e indagare.

Ma intanto il dubbio si insinua: si tratta solo di cattiva informazione o si vuole attaccare la categoria dei farmacisti? Il dottor Antonio Pietro Carli, farmacista di Marciana, è sconcertato. «Quanto riportato dai giornali non corrisponde assolutamente alla verità. Perché scrivere un articolo così denigratorio, facendo fare una brutta figura non solo alla nostra categoria, ma all’Elba intera? A chi giova? Non voglio pensare che dietro a questa brutta storia ci sia lo zampino di chi vuole la liberalizzazione selvaggia dei farmaci, venduti magari dal tabaccaio, oppure l’apertura di più farmacie. A pensar male si fa peccato, però…»

Intanto, visto che l’accusa mossa è molto seria – un farmacista che non risponde ad una chiamata è perseguibile penalmente – Federfarma Livorno sta valutando la possibilità di sporgere querela.

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