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Museo di Cosmopoli, un percorso di storia lungo 189 anni

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Nel capoluogo elbano, all’interno del forte Falcone, è stato allestito il museo di Cosmopoli, la Portoferraio medicea. Un percorso espositivo che va dal 1548, anno della fondazione, fino al 1737 in cui avvenne la morte di Giangastone, ultimo granduca appartenente alla famiglia de’ Medici.

Non è contemplata la dinastia degli Asburgo Lorena che nel 1737 succedette a quella dei Medici nel governo di Portoferraio: un dominio perdurato per 122 anni, ovvero dal 1737 al 1800 e dal 1815 al 1859, interrotto da un breve periodo di egemonia francese. All’interno del museo, fa bella mostra di sé la prima pietra del forte Falcone. Si riesce ancora a leggere la frase scolpita nel XVI secolo: “Cosimo de Medici Duca di Firenze. Da Fondamenti, l’anno 1548 addì 9 luglio”.

All’interno di questa iscrizione, vi sono alcune monete, fissate in modo da formare un triangolo con il vertice rivolto in basso. Poco distante, la copia in marmo di Cosimo I de’ Medici, in veste di augusto imperatore, realizzata da Vincenzo Danti. Degna di nota, anche una stampa con la rappresentazione della città all’interno della Cosmographia universalis di Sebastian Münster, la prima descrizione del mondo in lingua tedesca, pubblicata a Basilea nel 1598. Nella stessa bacheca, c’è anche la prima pietra della Torre della Linguella che riporta questa iscrizione: “Cosimo de Medici Duca di Firenze da dì fondamenta, l’anno 1548 addì 10 di luglio”.

La frase è interrotta da sei palle scolpite a formare un triangolo con il vertice capovolto, la stella a tre punte che rappresenta lo stemma mediceo. Interessanti, i disegni delle cisterne comunitative di Portoferraio, disegnate dall’ingegner Flaminio Chiesi nel 1836, che spiegano mirabilmente il funzionamento dei depositi d’acqua utilizzati per dissetare gli abitanti della piazzaforte.

In un’altra bacheca sono conservati i manoscritti de “I consolati del mare” (1559-1630) e il testo de “Il consolato del mare colla spiegazione di Giuseppe Maria Casaregi “(1788) nel quale si illustrano le deposizioni giurate, dette appunto “consolati”, che i capitani di navi mercantili dovevano fornire al cancelliere comunitativo nel primo porto toccato, che riportavano tutto quello che era avvenuto durante la navigazione: infortuni, incendi, tempeste, collisioni, naufragi, assalti di pirati e corsari e così via. Poco più in là, sono invece esposte le stampe del “Porto Longone Forteresse de la Toscane dans l’isle d’Elbe”(sec. XVII) di Pierre Mortier e dell’“Assedio di Portolongone” (Stefano della Bella 1610-1664).Da vedere anche alcuni dipinti, olio su tela, di Giuseppe Maria Terreni (1739-1811). Una prima tela rappresenta in alto “Il Ponticello nel modo che stava” e in basso il “Ponticello che è ridotto al presente arrivando sino alla Porta di Terra”.

Una seconda tela rappresenta la mirabile opera di ingegneria militare riguardante la “Entrata della Porta di Terra per di fuori”. Una terza riguarda l’opera della Linguella: nella parte in alto “sul modo che stava prima” e nella parte in basso la “Linguella come sta di presente” dove alcuni particolari mettono in evidenza l’antica chiesa della Madonna di Loreto, il cammino di ronda, i magazzini della tonnara, i pescatori, il sale con lo stanzone della sanità, il corpo di guardia, la buca dove si tira la carena che chiudeva l’ingresso in darsena.

Una quarta tela è quella che ritrae “Le fortificazioni del Ponticello” (attribuita al Terreni) dove, analizzando i dettagli nella parte superiore, si evidenzia il fosso del ponticello quando ancora era delimitato da un terreno rialzato e sotto quando fu costruito un muro di contenimento. Si segnala anche tutta una serie di opere del Ponticello, la chiesa delle anime del purgatorio, l’opera della pentola, delle fornaci e l’opera di S. Fine. Sono inoltre visibili le saline alla paesana, dalla parte di terra vicino al fossato del ponticello. Saline che, una volta colmate, andranno a costituire gli odierni giardini delle ghiaie.

Davvero molto interessanti due grandi dipinti, olio su tela, di Giuseppe Maria Terreni: uno dal titolo “Prospettiva delle fortificazioni di Portoferraio dalla parte di terra prima e dopo i lavori dell’ultimo decennio del XVII secolo” e l’altro “Veduta delle Fortezze Stella e falcone all’isola dell’Elba”. Un percorso di tavole in PVC appese ai muri perimetrali segue pari passo il materiale esposto.

Queste tavole sono: il famoso tondo dove il Camerini spiega al duca Cosimo indicando col dito cosa sta facendo per venire incontro ai suoi voleri nell’edificare Cosmopoli, il busto di Cosimo I di Benvenuto Cellini che si trovava esposto all’ingresso del forte Stella ,”Cosmopoli, la città di Cosimo 1547-1570”, ”Il cambiamento del nemico 1570-1587”, ”Ricordi di viaggi e navigazioni sopra le galere toscane dall’anno 1664 all’anno 1687” di Ignazio Fabroni, ”la tripartizione dell’isola”,”Disegni delle fortificazioni di Portoferraio nelle Memorie diverse del Sergente Generale Mario Tornaquinci, 1688-1701, gli ultimi granduchi medicei” .

 

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