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Prendiamo spunto da una mail arrivata in redazione, scritta da una nostra lettrice (che comprensibilmente vuole restare anonima), per fare una riflessione sui comuni che utilizzano il loro potere discrezionale – eppur insindacabile – per non concedere le riduzioni sulla Tari contemplate dalla legge.

Tutto legittimo, sia chiaro. Ma, a nostro avviso, quantomeno irragionevole per chi, all’Elba, ha una seconda casa e vi trascorre solo l’estate, ritrovandosi a saldare l’intera tariffa annuale della Tari che già paga nella città di residenza. Ecco la lettera:

“Gentile redazione, ho letto con interesse l’articolo riguardante gli sconti sulla Tari previsti dalla legge in caso di abitazioni ad uso stagionale. Come lo è la mia casa a Portoferraio. Per questo motivo, letta la notizia, sono andata agli uffici dell’Esa, che gestisce la raccolta dei rifiuti, per chiedere chiarimenti. La persona che mi ha accolto non sapeva rispondermi. Ha chiesto informazioni a quello che presumo fosse un responsabile ed è tornata dicendomi «non risulta niente di tutto ciò». Qual è la verità? Sono previsti o no sconti sulla Tari per chi, come me, all’Elba ha una casa in cui passa solo l’estate e qualche weekend in inverno?”

La legge parla chiaro. Il regolamento ministeriale per la disciplina della Tari recita così: “la tariffa si applica in misura ridotta nella sola quota variabile, alle utenze domestiche […] tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo, non superiore a 183 giorni nell’anno solare: riduzione del 30%”.

Dunque lo sconto è previsto. Ma c’è un ma grande come una (seconda) casa. L’articolo 66 del Decreto legislativo del 15/11/1993 n. 507 riporta: “la tariffa unitaria può essere ridotta di un importo non superiore ad un terzo nel caso di abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo”.

Sembrerebbe dire all’incirca la medesima cosa dell’articolo citato in precedenza, ma in realtà c’è una parola, precisamente un verbo, che manda alle ortiche la perentorietà della legge. Ed è quel maledetto “può”. Che significa, appunto, che lo sconto può esserci oppure no. Lo decidono i comuni.

E secondo voi i comuni a vocazione turistica, pullulanti di seconde case, cosa possono decidere di fare? Prima di rispondere, ecco un’informazione utile (un po’ datata, ma serve a rendere l’idea): uno studio commissionato dalla Provincia ha calcolato che nel 2001 sull’isola c’erano 25.196 abitazioni di cui 12.671 non occupate da cittadini residenti e quindi disponibili per affitti o comunque di proprietà di persone residenti altrove che all’Elba trascorrono periodi di vacanza.

I bravi amministratori si saranno detti: che facciamo? Perdiamo il 30% su quasi la metà delle abitazioni tassabili oppure ci appelliamo al valore facoltativo, libero, opzionale del verbo “potere”? Ad aiutarli a decidere è arrivata la Corte di Cassazione, con la sentenza del 7 maggio 2007, n.10361 nella quale si stabilisce che le agevolazioni introdotte dal regolamento ministeriale, appunto, non sono obbligatorie: applicare gli sconti, insomma, è a discrezione del comune.

Ecco allora che sul sito di IdeaElba (ex costola di Esa) nei cui uffici c’è lo sportello Tari troviamo il regolamento per l’applicazione della tassa, dove il paragrafo che nel regolamento ministeriale recitava “la tariffa si applica in misura ridotta […] alle […] abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale” si trasforma in “la tariffa del tributo è ridotta di due terzi per l’unica unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato”.

Ora, tralasciando il fatto che alla nostra lettrice si poteva serenamente indicare la porta accanto (Esa e IdeaElba sono nello stesso stabile), evitando di farla andare via senza una risposta, abbiamo cercato di contattare i vari comuni per capire quali sono i più assennati e quali invece si nascondono dietro i sofismi e il burocratese. Manco a dirlo, le agevolazioni per le abitazioni domestiche a uso stagionale son sparite pressoché ovunque.

Giusto nel regolamento di Porto Azzurro c’è scritto che “possono” (ci risiamo) essere previste riduzioni per “abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale”; Marciana Marina riconosce una riduzione del 15% della quota variabile del tributo dovuto per la raccolta differenziata per i non residenti che si arrangiano col compostaggio domestico.

Insomma, siamo alle solite: fatta la legge trovato il cavillo.

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