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Poggio, cosa è rimasto di quel luogo magico?

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E se un Mister Client o meglio, un Mister Tourist, cominciasse a girare per i nostri borghi e raccontasse che idea si è fatto del loro stato? Meglio non sfidare la sorte. Prendiamo ad esempio Poggio, 350 metri sul livello del mare, affascinante per le sue stradine da percorrere rigorosamente a piedi e per il profumo e la bellezza dei fiori alle finestre e ai balconcini.

Poggio è un posto dotato di un panorama mozzafiato che abbraccia la valle e il mare andando da Vada a Follonica. È stato, in un recente passato, una meta signorile, un salotto aristocratico frequentato dall’alta società italiana e straniera che lo ha prediletto per il riposo dagli affanni e lo ha trasformato in un raffinato luogo per incontri e vacanze.

Dov’è ora questo luogo incantato? Cosa ne è rimasto? Cosa è diventato? Piazzette e stradine con pavimentazione sconnessa in modo pericoloso, rifiuti anonimamente e indecorosamente dimenticati alla mercé dell’occhio e del naso di chi ancora, con coraggio, trova affascinante avventurarsi alla scoperta di angoli e scorci suggestivi da immortalare in foto ricordo, residui di un decoro mantenuto esclusivamente grazie all’iniziativa di chi ancora abita tutto l’anno un posto dove vivono solo anziani che, stanchi di aspettare manutenzioni che forse non arriveranno, rattoppano piazzette e le amate scalinate in pietra con piccoli interventi in muratura non autorizzati.

E chi provvederà a riparare il tetto della Chiesa di San Niccolò? Forse la Curia, forse i fedeli con una colletta? È stata verificata l’entità dei danni?

I nastri tesi a delimitare la zona del pericolo continuano a svolazzare liberamente al vento finché saranno definitivamente strappati e tutto resterà così, come la pavimentazione sconnessa, abbandonato all’incuria e al degrado quando potrebbe essere almeno tentato qualcosa per cercare di salvare un piccolo angolo di paradiso destinato a morire insieme all’ultimo e stanco abitante.

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