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Speciale Raccolta Differenziata. La raccolta dei rifiuti è differenziata ma resta indifferente alle esigenze dei cittadini

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Tra il “furto” della Tari,  le difficoltà e i dubbi nella raccolta “porta a porta” – soprattutto di chi all’Elba ha la seconda casa – e l’abbandono selvaggio dei sacchetti, l’isola rischia di diventare una discarica a cielo aperto

Da qualche settimana, i cittadini di Portoferraio e di Campo nell’Elba sono alle prese con la raccolta differenziata porta-a-porta.

Una pratica già in uso a Capoliveri e Marciana alta (a Rio, Marciana Marina vale solo per le utenze non domestiche). La gestione dell’Ecocentro del Vallone è stata affidata all’Esa che, sin da subito, ha assicurato che avrebbe dato massimo supporto ai cittadini, con orari di apertura studiati appositamente per venire incontro alle esigenze di tutti, offrendo tanta pazienza e collaborazione. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Perché col passare del tempo (e non ne è passato nemmeno poi tanto) anche le promesse sono finite nel bidone della spazzatura. Sebbene pochi giorni dopo l’introduzione del porta-a-porta, l’Esa si sia sperticata in incoraggianti comunicati stampa in cui affermava che l’isola “stava rispondendo bene al cambio delle abitudini sui rifiuti”, la realtà che sta prendendo forma è un bel po’ diversa. Non solo sul metodo di raccolta ma, in generale, su tutta la questione “rifiuti”. 

Molti i dubbi degli abitanti, poche le risposte dell’Esa

Innanzitutto, gli elbani non hanno la sveglia al collo. E sanno bene che l’introduzione della raccolta differenziata avrebbe dovuto tradursi in un sensibile risparmio sulla Tari, il tributo destinato a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dell’immondizia. Risparmio che non c’è stato. Non solo. Essendo una delle tasse preferite dagli evasori fiscali quei gran geni del comune di Campo nell’Elba (che da solo “vanta” un buco di 1.780.140 euro) che hanno deciso di fare? Semplice: aumentare l’imposta sui rifiuti di oltre il 10 percento. Una tassa sulla tassa, da far pagare ovviamente ai contribuenti onesti. Quelli che già pagano. Mentre i furbetti che non lo facevano prima e non lo faranno nemmeno dopo (tanto pagano i fessi) continueranno ad evadere, ma con più gusto. Altra questione “nauseabonda” come solo la spazzatura sa essere, è quella di chi all’Elba ha la seconda casa e in questo periodo viene solo per qualche giorno, magari un weekend. Per queste persone i problemi da affrontare sono due. Il primo riguarda il fatto che, per colpa di amministrazioni senza scrupoli né decenza, per stare due mesi di vacanza sull’isola pagano la quota di Tari che si paga normalmente in un anno a Roma o Milano. Il secondo, invece, è se possibile ancor più assurdo: perché chi viene all’Elba sporadicamente, solo per alcuni giorni, pur con tutta la buona volontà del mondo, non sempre riesce a rispettare il calendario della raccolta.

Chi è esasperato diventa incivile: sacchi abbandonati 

Così, volendo essere civile, ma non potendo aspettare il proprio turno, decide di andare direttamente al centro di raccolta con i sacchi di immondizia. Povero illuso! Perché arrivato lì si sentirà rispondere che no, quei sacchi non possono essere accettati. Vanno messi nei kit. Che non è detto siano immediatamente disponibili, come ha dimostrato il cartello “sacchetti finiti” rimasto attaccato per un bel po’ di tempo sul cancello (un lettore, per di più residente, ha dovuto aspettare tre giorni per poterli avere, nonostante ripetute richieste). Che fare allora? Mettere la spazzatura nel bagagliaio e tornare a casa con il “ricordino” dell’Elba? Disgraziatamente la soluzione è, spesso, incivile e maleducata: quei sacchetti, nel migliore dei casi, vengono gettati nei bidoni – indifferenziati – del comune vicino. Oppure, peggio, buttati per strada, alla mercé degli animali. O incendiati. Uno scempio. Basta farsi un giro tra Marciana e Marciana Marina per rendersi conto della situazione. Sia chiaro: questo comportamento è scorretto (e illegale). Ma l’isola rischia di diventare una discarica a cielo aperto e a nessuno sembra interessare davvero. Con la bella stagione la popolazione dell’Elba andrà a moltiplicarsi. Così come i rifiuti. Unendo tutto al caldo estivo, la situazione potrebbe diventare micidiale. 

 

TARI, COSA DICE (DAVVERO) LA LEGGE

 

Quanti sanno che per la Tari è possibile chiedere un sconto fino all’80% se il servizio non funziona? Non tutti. E i comuni si guardano bene dal pubblicizzarlo. Ma come riportato dal comma 656 dell’articolo 1 della legge di Stabilità 2014 (L. 147/2013), “la Tari è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, o di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio […] per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente”. Se dunque il cittadino dimostra che il servizio non è stato svolto per niente o in modo irregolare o scorretto (violando le norme sulla differenziata, ad esempio) danneggiando l’ambiente e la salute delle persone, ha diritto a uno sconto dell’80% sull’imposta. Si può anche chiedere una riduzione del 20% per le abitazioni a uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo, non superiore a 183 giorni nell’anno solare. Il che vale per le seconde case, utilizzate nei mesi estivi. 

ESA, INTERVISTA NON PERVENUTA

 

Per garantire la pluralità dell’informazione, avremmo voluto intervistare la presidentessa dell’Esa, Gabriella Solari. Le avremmo fatto presente che sono tanti i cittadini che hanno problemi con il porta-a-porta. Le avremmo chiesto di spiegare loro cosa fare quando non riescono a rispettare il calendario. Sarebbe stato bello se avesse preso le parti degli operatori del centro di raccolta, capro espiatorio di molti elbani frustrati e arrabbiati, spiegando che loro eseguono solo le direttive. E che ci vuole tempo per far funzionare le cose, pur con tutta la buona volontà del mondo. 

E invece no. Perché nonostante ripetute telefonate per chiedere la sua disponibilità per un’intervista, la Solari non ci ha mai richiamato. Eppure avevamo detto che stavamo preparando uno speciale sulla questione dei rifiuti e che sarebbe stato doveroso dare la sua versione dei fatti. È stato anche spiegato che non farlo avrebbe potuto lanciare un messaggio sbagliato, come una mancanza di interesse ai problemi dei cittadini o, peggio, un gesto di vigliaccheria nel non voler rispondere a domande “scomode”. Nulla. Ufficialmente la Solari è stata sempre molto impegnata. Peccato, però, che il tempo per scrivere i comunicati stampa e inviarli a tutte le redazioni, compresa la nostra, lo abbia trovato. La notizia è questa: è aumentata la percentuale della raccolta differenziata (ma va? L’alternativa qual era?), hanno cambiato gli orari del centro di raccolta, diversificando gli accessi delle utenze domestiche da quelli delle utenze commerciali. Hanno modificato anche il calendario. E presto trasferiranno il centro di raccolta della Casaccia in una “zona più consona”. Comunicazione unilaterale. Nessun confronto. Nessuna domanda inopportuna. Troppo facile così.

 

I COMMENTI DEGLI ELBANI SU FACEBOOK

«Il porta-a-porta? Va fatto con criterio»

Dall’introduzione della raccolta differenziata, ci siamo (pre)occupati di segnalare problemi e disservizi. Ogni giorno ci arrivano decine di email da ogni parte dell’isola che denunciano vari situazioni di disagio e malcontento. 

Anche sui social network, in particolar modo su Facebook, l’argomento scalda gli animi degli elbani. Ecco una selezione di commenti: 

“Differenziare è un obbligo morale e civile, ma perché imporre calendari così rigidi per il ritiro dei rifiuti?”

“Il problema non è la differenziata, ma è il porta-a-porta che funziona male.”

“Vergogna. Chi ha voglia di andare in vacanza all’Elba se è cosi?”

“A questi prezzi pretendiamo un servizio perfetto.”

“Molti saranno sicuramente poco civili ma un porta-a-porta finto e male organizzato è un porca-a-porca e fa il gioco di chi spera nel fallimento.”

“Ai proprietari di seconde case non dà noia il porta-a-porta, lo facciamo già in continente, quello che dà noia è il dover pagare la tassa per 12 mesi anche se ci si sta solo due mesi.”

“Cara Esa, inutile fare la raccolta porta-a-porta se da una settimana non avete i sacchetti per la carta e da giorni sono finiti anche quelli per l’organico […] e alla domanda: dove metto il cartone? la risposta è stata ‘arrangiati’…”

È sufficiente per un mese mettere i dirigenti a fare la raccolta porta-a-porta. Con la pratica e la conoscenza si dirige, altrimenti tutto funziona in maniera teorica.”        

LO SCEMPIO DELL’ISOLA DI PIANOSA

Il signor Libero, un nostro lettore, ci ha mandato via email alcune foto che testimoniano lo stato pietoso in cui si trova l’isola di Pianosa, che fa parte del comune di Campo nell’Erba. Ci scrive: “È stata fatta una gran pubblicità all’iniziativa di pulizia dei rifiuti a Pianosa. Ammirevole per gli intenti, ma se la soluzione è quella di ammucchiare i rifiuti da una parte e, a distanza di più di un mese, non averli ancora portati via, il risultato è che il vento e gli animali li hanno nuovamente dispersi. Che senso ha avuto tutto l’impegno da parte di molti volontari?” Il riferimento è all’evento “Diecimila mani per Pianosa”, svoltosi lo scorso marzo. Un’iniziativa di “educazione ambientale” che ha portato sull’isola quasi 600 volontari. Recuperati circa 3.770 kg di materiale spiaggiato di cui circa 800 kg di vetro, 1.800 kg di rifiuti ingombranti, 550 kg di rifiuti in plastica e lattine, 620 kg di rifiuti non differenziati. Anche qui è stata l’Elbana Servizi Ambientali, l’Esa, a fornire un “contributo essenziale” all’iniziativa che ha riportato un grande successo sui media. A riflettori spenti, però, i risultati sono quelli che vedete nella foto a sinistra.

 

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2 COMMENTI

  1. Abito al Bucine e sono molto soddisfatto della raccolta porta a porta. I sacchetti vengono ritirati regolarmente, ogni giorno, rispettando il calendario. Credo sia l’unico modo per attuare una differenziata tale da impedire che scatti l’eco-tassa se non fossero raggiunte le percentuali di riciclaggio imposte dallo Stato. Dobbiamo collaborare affinché la raccolta sia effettuata nel migliore dei modi. Lo dobbiamo, per il futuro dei nostri figli. E se qualcosa non va, attivarsi per superare certe problematiche.

  2. Sono proprietario di due cani ed ho sempre portato con me i sacchetti per non farli sporcare in giro. Da quando c’è il porta a porta uno dovrebbe portarsi le cacche dei cani a casa nell’indifferenziata e tenerle in casa da 3 giorni ad una settimana (a seconda del calendario). Alcuni comuni virtuosi hanno pensato a questo, mettendo dei raccoglitori appositi per le strade. Il Comune di Campo nell’Elba a questo non ha pensato proprio.
    Col risultato che da quando c’è la differenziata (nella periferia di Campo c’è già da un anno) in giro si vedono molte più cacche e sacchetti per raccoglierle per terra perché molti, pur di non tenere le deiezioni dei cani in casa per una settimana (come chiede Esa), sono tornati alle loro cattive abitudini…

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