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Direbbe Totò: “Affidarsi alle Poste e al loro Paccocelere 1? Ma mi faccia il piacere…“. È questo che viene alla mente dopo aver letto la mail, giunta in redazione, da parte di un inferocito lettore.

Ecco il racconto. “Venerdì scorso, tornando dall’Elba e andando a prendere il treno per Roma alla stazione di Campiglia Marittima, sul taxi mi cade dalla tasca il cellulare. Me ne accorgo quando sono già in viaggio. Chiedo ad un altro viaggiatore la cortesia di avvisare il tassista e mi tranquillizzo: sì, il telefonino è rimasto a bordo della vettura. Gentilmente, l’autista lo porta all’ufficio postale di Venturina e un’ora più tardi mi annuncia trionfante che lunedì (naturalmente sabato e domenica non se ne parla di lavorare, alle Poste) partirà come Paccocelere 1 e per la capitale e martedì mattina mi sarà immancabilmente recapitato a casa. Certo, come no. Oggi, siamo a mercoledì pomeriggio e del mio cellulare non si hanno notizie. Ho provato a collegarmi con il sito, ho inserito il codice di tracciabilità fornitomi dal tassista, ma la risposta è sempre la stessa da ieri sera: in consegna. Inutile qualsiasi richiesta di ottenere ulteriori informazioni, malgrado abbia fornito la mia mail. Parte una scritta che avverte che il servizio non è disponibile, scatta quella di un misterioso ‘caricamento’ che dura infinitamente e buonanotte al secchio… Ecco, ho voluto scrivervi per avvisare in tempo altri possibili disgraziati come me ad evitare accuratamente di servirsi di Poste Italiane, di Paccocelere 1 (pubblicizzato da un ridicolo slogan come ‘Così veloce da far sentire tutti più vicini’) e ricorrere piuttosto ad un corriere privato. Grazie per l’attenzione“.

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