CONDIVIDI

De Ferrari equipara gli hotel alle case vacanze: cresce il malcontento

L’associazione degli albergatori elbani sembra ormai in pezzi. Forse per colpa di una dirigenza poco coesa o forse perché gli imprenditori turistici si sentono (e a ragione) poco tutelati. Per di più, con un presidente costretto a raschiare il fondo del barile cercando (anzi, elemosinando) soci a destra e manca.

Che siano gelaterie o agenzie viaggi, a questo punto tutto fa brodo. Purché non siano alberghi, dal momento che proprietari e gestori di hotel non sono più disposti a farsi spennare inutilmente. “Prossimamente sarà operativa la nuova legge regionale sul turismo e la nostra associazione, (…) allargherà la propria rete di servizi a tutte le strutture ricettive che operano nel turismo, comprese le cosiddette case vacanze private”.

Questo l’annuncio trionfalistico di Massimo De Ferrari, l’intramontabile presidente dell’associazione, proprietario di ben tre alberghi dell’Elba, in una recente intervista. Quindi sono aperte le iscrizioni.

Per ottenere cosa? Accedere ad una rete di servizi (che sarebbe più corretto definire di disservizi), in cambio di una quota associativa tanto cospicua quanto inutile. Euro buttati dalla finestra.

Per il momento, quali vantaggi agli affiliati ha portato l’associazione agli albergatori? Sono sempre più numerosi quelli che concordano nel rispondere: ben poco, quasi niente. Ma all’Elba stessa? Ancora meno.

Come la famosa promozione turistica fatta nell’est europeo,  che si è risolta in vacanze gratis ai promotori e zero turisti. D’estate, in autunno, inverno e primavera. Ancora aspettiamo i dati che possano smentirci (vero immarcescibile vicepresidente Alessandro Gentini?) Però va riconosciuto un merito a De Ferrari.

Quando c’è da vantarsi dei business che si è inventato portando l’associazione ad investire, è sempre in prima fila.

Peccato che in realtàci sia poco da vantarsi, sia per il fallimento totale dei piani sull’aeroporto (in cui, peraltro, è in ottima compagnia con altri imprenditori del calibro di Vincenzo Gorgoglione),  sia per le pernacchie ricevute dal management della Blu Navy, quando ha tentato di far abbassare le tariffe per la bassa stagione.

Morale della favola: la continuità territoriale aerea è già un lontano ricordo e la quota di minoranza in Blu Navy, nonostante il cospicuo finanziamento annuale, non conta nulla. Malgrado gli annunci roboanti, l’assoalbergatori è finita in un angolo. Continua a turlupinare gli iscritti, ma non conta niente.

Un po’ come la sempre più fantomatica Fondazione Elba onlus, da cui solo il glorioso e infaticabile Carlo Gasparri ha avuto il coraggio  di battere un colpo. E anche qui, De Ferrari è in ottima compagnia, con il cosiddetto fior fiore (si fa per dire) dell’imprenditoria elbana.

Ma forse qualcosa si sta muovendo. Perché sono sempre di più gli albergatori dell’isola indisponibili ad essere equiparati a case vacanze che spesso sono solo catapecchie, alle gelaterie o alle agenzie immobiliari o di viaggio.

Ci sono costi, strutture e segmenti turistici totalmente differenti. Mischiare il tutto in un minestrone non fa che indebolire ulteriormente un settore già in crisi, soprattutto sull’Elba. Per alcuni dei dirigenti (e non solo) dell’associazione albergatori,  l’importante è riempire le proprie strutture nei quattro mesi estivi. Poi, se per i restanti 8 mesi restano chiusi, chissenefrega. E se qualcuno vuole restare aperto, si arrangi.

Un’associazione che realmente vuole promuovere turisticamente l’isola, dovrebbe cercare in ogni modo di allungare la stagione,  per permettere ai lavoratori del turismo maggiore stabilità.

Dovrebbe creare un dialogo con i trasportatori marittimi, invece di fomentare il malcontento tariffario e preferendo promuovere e foraggiare una compagnia che, caso strano, ha il suo stesso obiettivo: riempirsi le tasche nei quattro mesi d’estate e chiudere d’inverno.

Il buon De Ferrari, invece di andare a caccia di nuovi soci, farebbe bene a tutelare quelli che già ha da chi offre delle catapecchie in cambio di grandi hotel, danneggiando tutto il comparto turistico elbano.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here