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Lo stallo del turismo dovuto alla mancanza di un’alternativa al mare…e i giovani crescono con l’idea che le cose non cambieranno.

Ricordate l’Isola che stregava il mondo intero e che ospitava il jet set degli anni ‘70 e ‘80? Che ha cavalcato il boom del turismo e la prosperità economica degli anni ‘90? Un luogo di una bellezza straordinaria. Dalla natura incontaminata ai piccoli borghi, pieni di storia e di persone che hanno visto e fatto il cambiamento.

“Un’isola che non c’è più” sostengono alcuni. Altri invece dicono: “Sono finiti i bei tempi dove la stagione durava più di 6 mesi! Arrivavano turisti a ondate. Alberghi e ristoranti erano pieni già dai primi di giugno”.

Tutti con lo sguardo al passato, quasi cercando di non guardare avanti, per giustificare la difficile situazione di oggi. I ricordi e i servizi sull’isola però, sono fermi a quei gloriosi anni ‘80. Ma si sa, il mondo va avanti, i tempi cambiano e stare al passo è difficile, ma anche doveroso. Forse il boom del turismo ha permesso, alle generazioni di quegli anni, di “sedersi sugli allori” e quindi di rimandare sempre la ricerca di nuove idee, di rinnovamento, di adeguamento ad un’esigenza turistica che negli anni è cambiata.

Il risultato è che oggi ci si affanna per provare a colmare un gap, troppo ampio, nei confronti di altre mete italiane ed estere. La bellezza naturalistica dell’isola non verrà mai messa in discussione, ma puntare solo su quella, ai tempi d’oggi, è troppo riduttivo; soprattutto se si pensa al patrimonio artistico e culturale dell’isola.

Intervenire con più decisione sulle strutture ricettive esistenti, rendere accessibile l’isola e di conseguenza le aree a tutela del parco nazionale, non andrebbe a deturpare o scalfire la magia dell’isola. Ma la andrebbe a valorizzare, cercando di far tornare col sorriso tutti quei turisti che scelgono ogni anno l’Elba.

Ad oggi la situazione è stagnante.

Si assiste ad un continuo addossare colpe ad altri. Con il presidente degli albergatori Massimo De Ferrari che ammette la partenza col freno tirato (lui l’albergo lo apre a maggio), dando la colpa alla Pasqua che quest’anno è partita con troppo anticipo e al caro traghetti.

Il sindaco di Porto Azzurro Papi invece, che fomenta l’odio proprio nei confronti delle compagnie marittime che garantiscono la continuità territoriale sponsorizzando improvvisate raccolte firme. La GAT (gestione associata per il turismo) che chiede un ulteriore aumento della tassa di sbarco, mentre la gente chiede a gran voce dove finiscano questi soldi.

Ma l’imprenditoria locale invece cosa sta facendo per ricucire questo divario? Ben poco. Le giunte comunali? Sono troppo prese nel litigare tra loro o con le varie opposizioni. Ma è corretto stare con le mani in mano in balia degli eventi? Soprattutto in mano a chi sono le sorti dell’isola? Di chi sia la colpa, poco importa.

Chi ci va di mezzo però si sa. I turisti e gli elbani. Soprattutto i più giovani. Quei giovani che crescono col pensiero che tanto non cambierà nulla. Con l’idea che rimarrà l’isola dei lavoratori stagionali, che con il guadagno del lavoro estivo e con l’entrata fissa del sussidio di disoccupazione, se ne stanno a casa o vanno a svernare nelle mete turistiche asiatiche. Tutti in attesa della stagione futura.

Ma non per tutti è così. Chi sull’Elba ci lavora e vive per 365 giorni l’anno chiede, giustamente, più attenzioni, più servizi e più tutela. Tutto l’anno. Se tanti guardano al passato e cercano conforto nei tempi che furono, tanti altri cercano in ogni modo di reinventarsi o creare situazioni per stare al passo con in tempi. Da chi, controtendenza, apre in anticipo alberghi e attività, a chi crea eventi in bassa stagione pur di attirare il più possibile i turisti. A chi non si ferma solo a pubblicizzare le foto del mare cercando di attirare l’attenzione turistica con proposte innovative.

Insomma, ci sono tanti giovani, che di idee e voglia di fare ne hanno a iosa, ma troppe volte, il loro entusiasmo viene frenato già in partenza. Sarebbe opportuno mettere da parte la nostalgia dell’Elba che fu e cercare tutti insieme di tornare a far splendere la nostra isola.

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3 COMMENTI

  1. Peccato…io sono 40 anni Che venivo all’Elba ora vi abito ma ne ne vado in inverno per mesi perche’ l’isola non offre nulla in particolare a livello di eventi culturali e intrattenimenti interessanti.

  2. Offrite servizi, modernizzate gli alberghi e le strutture ricettive, trattate noi turisti come ospiti e non come rompiscatole da spremere, create proposte per i giovani e per il turismo di lusso e non solo per anziani e famiglie, riaprite i vecchi locali, pulite l’Isola, normalizzate i prezzi dei traghetti, costruite un turismo culturale serio e di livello e (forse), se capirete, come i vostri colleghi romagnoli, che la stagione inizia almeno dieci-quindici giorni prima di Pasqua (non a maggio!) e tendenzialmente finisce per Ognissanti, quel turismo di un tempo tornerà.

  3. Forse se iniziassimo a rimboccarci le maniche e con un tantino di professionalità in più – soprattutto a livello di istituzioni, associazioni di categoria e promozione turistica e quant’altro – e comunicassimo a promuovere seriamente l’Elba? Abbiamo un territorio magnifico, con un bel clima, adatto ad essere sfruttato almeno 10 mesi l’anno. Il turismo correlato alla natura, con trekking, tradizioni e buon cibo è in crescita e noi che abbiamo sentieri per ogni dove, buon cibo e tradizioni che facciamo? Lasciamo la sentieristica abbandonata a se stessa, spenniamo i pochi coraggiosi che vengono spendendo solo per la traversata minimo 150 euro a coppia, ed in quanto a tradizioni vogliamo solo continuare a fare come prima: lavorare 4 mesi (certo, duramente) e stare a riposarci i rimanenti 8. In tutto ciò, nessuna capacità di fare fronte comune, né come appartenenti alle varie categorie produttive, né tantomeno istituzionali, così contiamo meno di zero ed otteniamo meno di zero.
    Peccato, un vero spreco.

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