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Biografia di un predestinato

È nato a Portoferraio nel 1996. Il padre, milanese e la madre, marchigiana, si trasferiscono sull’Isola d’Elba pochi anni prima della sua nascita. Inizia a suonare il sax da giovanissimo, una passione trasmessa dai genitori e dal fratello maggiore che si trasformerà in quello che oggi è il suo lavoro. Ha una carriera fulminante: a 9 anni viene ammesso alla classe di saxofono dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Pietro Mascagni” di Livorno, dove studia fino al III anno per poi trasferirsi a Pesaro.

È un velista appassionato, legatissimo alla sua isola dove cerca di tornare il più possibile, nonostante gli impegni musicali lo portino a vivere soprattutto a Milano. Una gioventù passata tra il mare e gli animali da cortile in casa dei genitori. Anni intensi fatti di sacrifici per raggiungere il suo sogno. Ma li ricorda come anni felici. Ad aiutarlo, oltre i genitori, è l’Isola d’Elba, la sua musa ispiratrice.

A 14 anni quando si trasferisce nelle Marche, inizia a studiare al Conservatorio Rossini. Si diploma in sassofono a 17 anni sotto la guida del suo maestro di musica Federico Mondelci. Subito dopo l’estate, si trasferisce a Milano dove tre anni dopo si laurea con lode e menzione d’onore al conservatorio di musica Giuseppe Verdi . Sono stati tantissimi i riconoscimenti ottenuti, dal premio Premio Marco Salvini –il più giovane vincitore negli annali dell’Istituto Mascagni– a soli 10 anni, fino a diventare vincitore nazionale del Concorso biennale “Giovani Talenti della Musica– Alda Rossi da Rios” del Soroptimist International d’Italia, alla conseguente assegnazione di una Borsa di Studio per frequentare il Berklee College of Music di Boston.

Oggi, appena può, scappa sulla sua amata Isola d’Elba, per ricaricarsi e trovare sempre nuove ispirazioni.

Come hai scoperto il tuo talento?

Sono stati i miei genitori ad introdurmi alla musica e mi è piaciuta fin da subito. Gli studi per perfezionarmi sono stati fondamentali. Però io credo che nasciamo con una dote e sono stato fortunato a scoprirla con loro, che hanno fatto molti sacrifici per aiutarmi a seguire questo mio sogno.

Qual è il tuo segreto?

Sicuramente l’ambiente in cui sono cresciuto ha influito. Non sono andato all’asilo e fino ai sei sette anni ero sempre in giardino a giocare con i miei animali. Dalle oche che avevo chiamato Penelope, Argo e Ulisse, al gallo che si chiamava Anacleto. Sicuramente non sarei quello che sono se non avessi avuto questo tipo di infanzia. Sono stati anni molto felici e li porto nel cuore con me.

Quando hai iniziato?

Ho iniziato che avevo 8 anni. Dai primi anni con la Banda di Portoferraio, dove ho mosso i primi passi insieme ai miei maestri Filippo De Clesis , Manrico Bacigalupi e Severino Del Corno. Dopo due anni di banda insieme ai miei genitori abbiamo deciso di approfondire la tecnica al conservatorio Mascagni di Livorno. Ho iniziato a fare avanti e indietro con il continente, ma mi ci dedicavo anima e corpo. Sono stati anni duri, dovevo studiare sia per la scuola che per la musica, ma ogni piccola soddisfazione mi dava la forza di proseguire. Un periodo intenso ma lo ricordo con gioia. Poi hai deciso di alzare l’asticella e hai dovuto lasciare l’Elba…

Sono stato tre anni al conservatorio Rossini di Pesaro sotto la guida del maestro Federico Mondelci. Per perfezionarmi e quindi diplomarmi in sassofono. É stato un periodo in cui mi è mancata molto l’Elba. Ho dovuto lasciare i miei amici , i miei animali a casa. Ma è stata una scelta obbligata per fare questo tipo di carriera. Dopo il diploma sono partito per Milano per specializzarmi al conservatorio Verdi.

Cosa consigli ai tuoi coetanei e ai giovani elbani?

Io credo che siano avvantaggiati. Perché l’Elba è una dimensione stupenda, un microcosmo, perfetta per sviluppare nuove idee. É molto più umana rispetto alle grandi metropoli. Sicuramente è un ottimo punto di partenza, ma se si vuole dare sfogo alle proprie potenzialità è importante uscire e confrontarsi. Per quanto la mancanza dell’isola si faccia sentire ogni scelta che ho fatto mi ha portato a raggiungere dei grandi risultati.

É inutile dire che le grandi città offrono molti stimoli esterni e io ne sto cogliendo l’essenza a piene mani. Ma il mio sogno è quello di tornare, un giorno, sull’Isola. Per creare qualcosa di bello con il bagaglio di esperienze che sto facendo viaggiando. Parlaci del tuo strumento, il sax…

Il sax è stato inventato da Adolf Sax, nel 1840 circa. Ed è uno dei pochi strumenti a portare il nome del suo inventore. Ogni strumento per il proprietario è il proseguimento del proprio corpo. C’è un rapporto unico, molto intimo. Mi ricordo ancora il giorno in cui l’ho comprato. In quel negozio pieno di strumenti luccicanti. Era appena uscito dalla fabbrica. Lo ricordo come il giorno più felice della mia vita.

Cosa provi quando suoni?

Quando salgo sul palco, il sax fa da tramite con le mie emozioni. Tante volte si sente dire che suoniamo col cuore e diamo l’anima mentre lo facciamo. E’ tutto vero. Il mio Sassofono fa parte di me.

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