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Il Decreto Balduzzi, quel provvedimento governativo che voleva ridurre l’Ospedale di Portoferraio ad un semplice Pronto Soccorso, è un ricordo lontano, grazie a Dio. Così come quasi nessuno si rammenta più degli elbani in piazza, con i sindaci in prima fila, per difendere la specificità delle esigenze sanitarie dell’isola. Allora, sette anni fa, la battaglia fu vinta e il nosocomio dello Scoglio non fu smantellato.

Ma oggi, qual è il suo stato di salute? Perché se è vero che non è stato declassato, è anche vero che gioca il ruolo di Cenerentola delle dieci zone/distretto amministrate dalla ASL Nord Ovest, la vecchia USL 26 dell’Arcipelago Toscano. 

La terza isola italiana meriterebbe invece un’attenzione molto maggiore. Non solo per gli oltre trentamila residenti stanziali, ma anche per quella massa di turisti che la frequentano ogni anno e che ad agosto portano la popolazione ad almeno dieci volte tanto (e forse perfino di più, visto che in mancanza di dati attendibili da parte degli albergatori, occorre far ricorso ai volumi di consumo dell’acqua).

I problemi con cui si devono confrontare quotidianamente il direttore di zona/distretto Gianni Donigaglia e il responsabile del Presidio Ospedaliero, Bruno Maria Graziano, sono parecchi.  E le loro richieste, i solleciti per poterli risolvere, non sempre ottengono le risposte sperate. Regolarmente in fondo alla classifica delle priorità.

Gli elbani se ne sono accorti e non è certamente un caso che, alle ultime elezioni, abbiano premiato a valanga il Movimento 5 Stelle e la Lega, cioè le due formazioni politiche che hanno alzato e sventolato la bandiera dell’urgente rafforzamento delle strutture sanitarie. Un messaggio che alla Regione Toscana e’ arrivato forte e chiaro.

D’altra parte, il campanello d’allarme lo fa trillare anche il CREST ( Comitato Regionale Emergenze Sanità Toscana), che riunisce alcuni comitati delle zone disagiate, montane e insulari, tra cui Elba Salute. “La distanza dai centri specializzati ed i tempi lunghi di percorrenza ad essa legati -è scritto in un’accorata lettera di denuncia del comitato al Ministero- influiscono pesantemente sui costi individuali, nonché collettivi, in termini di viaggi, pernottamenti e giornate lavorative perse… Non c’è terapia subintensiva e rianimazione -prosegue il CREST a proposito del presidio ospedaliero di Portoferraio- e il solo cardiologo presente deve dividersi tra ambulatorio, pronto soccorso, esami e carcere”.

Non è finita, perché è stata anche ridimensionata la guardia medica: dal 2012 i punti di guardia medica sono stati ricondotti da 3 a 2 come previsto dalle norme che regolano la materia. “Quindi, di notte, nei prefestivi e festivi, l’unica possibilità di essere visitati, è data dal Pronto Soccorso, intasandolo e allungando i tempi di attesa… Nella parte occidentale dell’isola -scrive ancora il comitato- il servizio di emergenza/urgenza funziona con ambulanza ordinaria, che si incontra in luoghi rendez vous con l’unica ambulanza con il medico del 118 a bordo, partita da Portoferraio”.

Poi ci sono i casi di sovrapposizione delle emergenze. Com’è accaduto il 16 marzo, quando una persona ha accusato problemi gravi di aritmia mentre era a bordo del mezzo veloce appena partito da Cavo. L’ambulanza del 118 era già impegnata e così è toccato ad un mezzo della Misericordia di Porto Azzurro (però senza medico a bordo) soccorrere il paziente e portarlo all’ospedale di Portoferraio.

E se invece di aritmia, si fosse trattato di un infarto? Due delle tre Case della Salute previste all’Elba sono rimaste progetti impolverati. Ma il 19 Marzo è stata aperta quella di Rio e si sta lavorando col comune di Campo con cui esiste un protocollo  d’intesa per l’apertura di una seconda.

“L’ASL Toscana Nord Ovest -conclude la dura denuncia del CREST- è ancora più lontana, fisicamente e idealmente, da Portoferraio di quanto non lo fosse la vecchia ASL 6 di Livorno. Ignora le difficoltà della Medicina, dell’Ortopedia, ridotta ai minimi termini, della Chirurgia, che per la mancanza di chirurghi presto potrebbe non essere in grado di garantire la presenza notturna per eventuali emergenze/urgenze al Pronto Soccorso e in reparto. Così come non recepisce la drammaticità in cui vive il Pronto Soccorso, quasi al collasso per mancanza di personale medico e che opera in locali fatiscenti al limite della dignità umana”.

Sia Donigaglia che Graziano evitano disciplinatamente di commentare il contenuto della denuncia. Ed è comprensibile. Si limitano a confermare che è vero che i medici scarseggiano (sui 55 previsti, ne mancano all’appello ben 13), ma aggiungono pure che non è un mistero che all’Elba è difficile farne arrivare e che comunque quelli che ci sono garantiscono al meglio le emergenze. Con grande dedizione e spirito di sacrificio. Questo nessuno lo mette in dubbio, ma il quadro resta allarmante.

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