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Stefano Canuto, comandante della Polizia municipale di Portoferraio

Quando, due mesi fa, è arrivato dal Piemonte a Portoferraio il comandante della Polizia municipale Stefano Canuto ha trovato una situazione drammatica. Dei 12 vigili che avrebbero potuto garantire – al pelo – un servizio adeguato alla città, ce n’erano solo sette. Di cui uno in procinto di andare in pensione. Dunque, al momento, può disporre di soli sei vigili per un comune di quasi 12mila abitanti.

«Qui ci sono il porto e l’ospedale. Questo è il punto di partenza e di arrivo di traghetti e navi. Come si può pensare che sei vigili riescano a garantire ordine e sicurezza?» racconta il comandante che non nasconde la sua preoccupazione.

«Presto ci saranno due importanti eventi a Portoferraio: il rally e il mercato internazionale. Le vie di accesso all’ospedale devono essere garantite. Gli attraversamenti dei veicoli che partecipano al rally devono essere regolati. E come posso farlo con sei persone, che di domenica si riducono a due?»

Una condizione impossibile da gestire. E che succederà se qualcuno si farà male? «Se un bambino si dovesse anche solo spezzare un’unghia, provvederò a informare le autorità competenti, sia giudiziarie che amministrative, e se dovranno cercare un responsabile non sarò di certo io, né il sindaco, né la giunta. Sarà la volta buona che chi ha causato questa situazione finalmente dia una spiegazione» tuona Canuto.

Ma chi ha bloccato finora la procedura? «Se parlo rischio una querela. Ma chi deve sapere lo sa. Intanto andiamo avanti, facciamo con diligenza il nostro lavoro e speriamo bene. Ho inviato una relazione alla giunta comunale facendo presente che le normative regionali prevedono un agente ogni mille abitanti. Nelle regioni più “virtuose” uno ogni 450. Quindi a Portoferraio ce ne vorrebbero almeno 12, meglio 15. Ma la legge toscana è l’unica in Italia in cui viene meno questo rapporto. Per questo posso fare solo un appello al buonsenso».

Una situazione surreale. Sindaco e giunta si sono prodigati per trovare una soluzione. I soldi per le assunzioni ci sono. Il decreto Minniti ha facilitato le procedure. Manca solo in bando di concorso e, solo per quello, ci vuole almeno un mese. E fra un mese la città di Portoferraio dovrà gestire i due importanti eventi.

«Per allora i candidati più idonei per questo posto avranno sicuramente trovato impiego negli altri comuni. Arriveranno alla selezione neodiplomati senza alcuna esperienza e io cosa dovrò fare? Buttarli nell’arena? D’altro canto o loro o nessuno. Bel dilemma. Ma, francamente, l’arrivo di personale non esperto non solo non risolverebbe il problema ma addirittura lo peggiorerebbe. Perché non avrei nessuno da potergli affiancare per insegnargli il mestiere. Questa situazione deve trovare una soluzione perché così non possiamo garantire un servizio ai cittadini».

 

 

 

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