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La colpa non è certo della nuova amministrazione (e dalle file dell’opposizione c’è chi farebbe bene a stare zitto e andarsi a nascondere), ma il rimedio fa parte di quelli di rara ingiustizia. Di quelli, tanto per capirci, che alimentano la disaffezione alla politica e al voto. Dal momento che c’è una marea di evasori della Tari, al Comune di Campo nell’Elba hanno avuto un’idea geniale: aumentare la famigerata tassa sui rifiuti; e non mediante un “ritocchino”, ma alzandola di oltre il 10 per cento. Così, visto che gli evasori sono tali almeno dal 2014, l’inasprimento fiscale finiranno per doverlo sopportare solo i cittadini in regola col tributo. E qualcuno dovrebbe anche spiegare com’è mai possibile che l’introduzione della “differenziata”, invece di far risparmiare i contribuenti onesti, visto che dovrebbe facilitare la raccolta e lo smaltimento, finisce per aggravare per qualcosa come 200mila euro il contratto comunale con l’ESA. Le cifre relative a questa vergognosa vicenda, sono state pubblicate dal “Telegrafo”, insieme ad alcune dichiarazioni del sindaco, Davide Montauti, il quale si guarda bene però dallo scusarsi per essere stato costretto all’inasprimento. E allora si scopre che il “buco” provocato dall’evasione della TARI ha raggiunto la bellezza di quota 1.780.140 euro, così suddivisi: 226mila nel 2014, 306mila nel ’15, 422mila nel ’16 e addirittura 507mila l’anno scorso. Quindi, con un trend di crescita impressionante, in quattro anni l’evasione è più che raddoppiata.
Complimenti vivissimi (commissario compreso) a chi ha ignorato il fenomeno e oggi fa finta di indignarsi, scaricando le colpe su chi è arrivato per ultimo.
Quello del “flop” della “differenziata” e del caos (non solo fiscale) che sta provocando in tutta l’isola, e’ materia meritevole di adeguato approfondimento. Perché non è un mistero che chi si ferma all’Elba per poco tempo e non è in grado di rispettare i giorni comandati per la raccolta, finisce per andare a scaricare i propri rifiuti nel territorio del comune vicino che non ha introdotto la “differenziata”. Oppure li abbandona direttamente per strada. È ciò che accade, tanto per fare un esempio, tra Marciana e Marciana Marina. Per non parlare della TARI che alcuni comuni applicano ai proprietari di seconde case: vere e proprie “grassazioni”, con quote che per uno/due mesi di vacanza superano quelle di Roma, Milano e altre grandi città per l’intero anno. Evitando, oltretutto, di applicare quell’esenzione del 30 per cento che pure è prevista.

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