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Il miglioramento dell’assistenza sanitaria non può più aspettare

Il presidio Ospedaliero, con diverse Unità Complesse ridotte a Semplici e vari Primari “facenti funzioni”, non è stato declassato ma certo non gode neppure di una salute di ferro. E così, il vecchio e glorioso Ospedale di Portoferraio attende di conoscere i termini del Progetto Regionale per l’Isola d’Elba. Perché è da molto tempo che la Conferenza dei Sindaci sollecita una ridefinizione dei perimetri dell’assistenza sanitaria, dopo i progressivi ridimensionamenti giustificati dalla necessità di “risparmiare per migliorare”.

Bene, i tagli (fin troppo dolorosi e in qualche caso cervellotici) sono stati fatti, ma di miglioramenti neppure l’ombra. Anzi, casomai, la situazione è peggiorata. E non certo per colpa di medici, infermieri e operatori socio-sanitari, malpagati, sotto organico e con turni che in alta stagione (quando l’isola passa da 30 a 350mila presenze) diventano massacranti.

Il problema principale è che la nuova organizzazione voluta dalla Regione non funziona. Colpa dell’introduzione di una burocrazia demenziale, che se sul continente è più facile da combattere, sull’isola diventa molto più complicato da contrastare. Per cui, per risolvere un problema, laddove ci vuole una settimana, all’Elba non basta un mese. E per avere uno, spesso bisogna sbattersi cento. Demoralizzante.

Soprattutto quando riguarda la salute e quando un ritardo ingiustificato può significare anche la vita o la morte di un paziente. Qui si entra nel merito delle varie questioni in sospeso. Come ad esempio quella degli organici o dell’elisoccorso.

L’Ospedale di Portoferraio può contare soltanto su 42 dei 55 medici previsti in organico, 85 infermieri e tra i 30 ed i 50 (a seconda dei periodi) operatori socio-sanitari. Nel presidio Ospedaliero di Ischia, l’unica altra isola paragonabile all’Elba, sono il doppio. Sui costi del soccorso attraverso l’elicottero (quando le condizioni metereologiche lo consentono), girano le cifre più impensabili. C’è chi giura su 7mila euro e chi parla di 5mila. In realtà, pare che la cifra corretta sia compresa tra i 1200 e i 1500 euro. Sempre tanto, certo, ma non è poi tanto questo il problema.

Il problema principale sono i tempi d’intervento rispetto all’urgenza. Il volo Livorno-Elba-Livorno o Grosseto-Elba-Grosseto, a seconda della disponibilità dei posti-letto, non può essere inferiore ai 70-80 minuti. Che di fronte, ad esempio, ad un infarto, può essere un lasso di tempo fatale. E questi sono solo alcuni esempi dei problemi da risolvere.

Cosa che il “Corriere Elbano” ha intenzione di affrontare attraverso un’approfondita inchiesta i cui risultati pubblicheremo nei prossimi numeri, dopo aver sentito Gianni Donigaglia, direttore di zona della Asl Nord-ovest (quella isolana è una delle dieci di competenza) e “tramite” ufficiale con la direzione generale. Ma anche Bruno Maria Graziano, responsabile del Presidio Ospedaliero di Portoferraio.

Per poter magari fornire delle indicazioni alle forze politiche che hanno promesso di interessarsi di queste questioni. In testa, il Movimento Cinque Stelle e la Lega, i due vincitori, sullo Scoglio come in tutta Italia, delle elezioni politiche. Forse anche per il pessimo funzionamento dell’assistenza sanitaria.

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