Home Rubriche I beni culturali dell'Elba L’Eremo di Santa Caterina e l’Orto dei Semplici

L’Eremo di Santa Caterina e l’Orto dei Semplici

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In collaborazione con Marcello Camici.

Classico esempio dove storia, arte, fede religiosa, natura e ambiente convivono mettendo in evidenza, se ce ne fosse bisogno, la loro armonica convivenza nel territorio. È un sincretismo evidente di ciò che uomo e natura hanno saputo realizzare.

“Entro i confini della Parrocchia di Rio nell’Elba,vicino al luogo dove sorgeva forse l’etrusca Grassera, distrutta dai Turchi nel 1534, c’è l’Oratorio Pubblico di S. Caterina Verginee Martire, ampliato nel 1624. È di origine molto antica. Il suo custode, fino a poco tempo fa, era indicato col nome di romito…”(1)

La chiesa si dice essere antica forse del 1500 e deve aver subito molte modifiche. Attualmente presenta l’aspetto di una costruzione settecentesca. All’interno, l’altare maggiore è ornato da colonne di serpentina di pietra scura venata in verde, tolta dalle cave del luogo, chiamata marmo di S. Caterina.

Il 4 giugno 1735 Tommaso da Pistoia vestì in questo eremo l’abito eremetico di colore ceruleo e dopo aver prestato giuramento di obbedienza fu addetto alla chiesa. Dalla corrispondenza tra S. Paolo della Croce e il chierico Francesco Antonio Appiani di Rio sappiamo che il sacerdote Francesco Gregolini si ritirò a vivere nella solitudine di S.Caterina invece di farsi passionista a Monte Argentario come desiderava il Santo. L’ultimo eremita vi abitò nel 1858.

Accanto e intorno all’eremo si sviluppa l’orto botanico dei Semplici, nato da un’idea di Garbari e Corsi, docenti e botanici all’università di Pisa, con lo scopo di promuovere e diffondere la conoscenza delle piante spontanee e coltivate all’Elba e insieme documentare e conservare le tradizioni etnobotaniche.

L’orto si è assunto il ruolo di valorizzare e conservare nel tempo le specie botaniche di interesse farmaceutico, agrario e naturalistico. Si sviluppa su una superfice di circa un ettaro ed è organizzato in undici sezioni tematiche: macchia mediterranea, pergolato, flora delle dune marine, le piante sacre delle civiltà antiche, le piante degli antichi giardini elbani, il labirinto, l’anfiteatro, il giardino delle farfalle, il campo grande, il frutteto, l’apiario.

Infine, a parte, sono gli endemiti dell’arcipelago toscano: le specie botaniche esclusive, endemiche,dell’Elba e di tutto l’arcipelago toscano.

1) Enrico Lombardi “Vita eremitica nell’isola d’Elba e nella vicina costa tirrenica” Topografia Queriniana. Brescia.196

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