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Elba, sveglia! Ecco perchè solo pochi isolani sfruttano il low-cost

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Con l’arrivo delle festività pasquali, la stagione turistica, dovrebbe essere ormai alle porte. Invece no, come confessa candidamente lo stesso presidente degli albergatori elbani, Massimo De Ferrari. Spiegando che ben 150 dei 200 hotel dell’isola resteranno chiusi. Quindi, almeno per Pasqua, potranno usufruire dello “Scoglio” soltanto i proprietari di una seconda casa.

Puntuali, però, partono le promozioni in uno dei settori più efficienti dell’isola, quello del trasporto marittimo. Nulla da meravigliarsi se da giorni Blu Navy pubblicizza le proprie tariffe esaltando i biglietti low-cost per gli elbani. Ma c’è un “ma”. Mettiamo le cose in chiaro per sgomberare subito il campo dagli equivoci: la campagna promozionale di Blu Navy è corretta, perché la pubblicità è l’anima del commercio. Tuttavia, c’è da sfatare un mito e far luce su un equivoco di fondo.

Il mito riguarda quella che nell’isola viene soprannominata la “nave degli Elbani”, la motonave Acciarello, in funzione nel solo periodo primaverile ed estivo. L’equivoco, invece, è nascosto nei biglietti low cost. Vediamo il perchè e partiamo proprio da qui.

Per logica di cose, la quasi totalità degli elbani durante la stagione estiva è impegnata sull’isola per lavorare, sfruttando l’enorme afflusso di turisti che si riversa sullo Scoglio. Da maggio a settembre, gli elbani stanno a casa propria, impegnati in mille attività, e sono davvero pochi quelli che si recano sulla terraferma per andarsene in vacanza. I traghetti sono per lo più ad uso e consumo dei turisti, che vanno e vengono. La percentuale dei residenti che si imbarca, pertanto, è minima.

Viceversa, durante il resto dell’anno, a far la spola con la terraferma sono parecchi isolani. Basti pensare che quasi il 90 per cento dei passeggeri delle compagnie che assicurano tutto l’anno il trasporto territoriale, Moby e Toremar, è rappresentato in inverno dai residenti. Ebbene, va da se che ad usufruire dei biglietti low cost pubblicizzati dalla Blu Navy siano davvero in pochi.

Di paradossale c’è poi un secondo aspetto. Accade che all’Elba si assista quotidianamente ad una campagna denigratoria nei confronti di Moby e Toremar. Un martellamento portato avanti attraverso l’uso di facebook, di volantini, perfino di un’improvvisata raccolta firme che ha per obbiettivo lo screditamento delle due compagnie. Le stesse che in autunno, inverno, primavera ed anche in estate assicurano collegamenti continui con e dalla terraferma. Si colpiscono, sperando di affondarle, quelle motonavi e i loro equipaggi che con il sole o con la pioggia, con la nebbia o con il vento sono chiamati, per 365 giorni l’anno, a fare avanti e indietro dalla mattina alla sera, soprattutto per gli elbani, per almeno 5 mesi l’anno. Nel mirino finiscono in pratica tutti quei traghetti che, pur di assicurare il collegamento, partono semivuoti garantendo prezzi bassi ai residenti tutto l’anno.

Qualcuno dirà che Toremar incassa i fondi statali per la continuità territoriale. Corretto, ma lo stesso qualcuno dimentica che la continuità territoriale (oltre 19 mila corse l’anno) non è solo per l’Elba, ma per tutte le isole della Toscana. Senza contare che la garanzia di un simile servizio può essere assicurata solo da una solida società di armatori. Ma tant’è. Basta sventolare un biglietto low cost, ad uso e consumo di un’esigua minoranza, e tutto passa in secondo piano. In primo piano resta però, il convincimento che il tam-tam denigratorio finisca, alla fine, per favorire indirettamente -almeno a livello d’immagine- la Blu Navy, che solca le rotte dell’isola per pochi mesi all’anno.

Non sappiamo se la compagnia della famiglia genovese Negri sia effettivamente nel cuore degli Elbani. Di certo lo è nel portafoglio, dato che l’associazione albergatori è azionista e partner commerciale insieme ad alcuni imprenditori locali. Ben lontani però dal poterla chiamare “compagnia elbana”, infatti la componente elbana non supera il 30 per cento di quote, di minoranza. Perchè stupirsi allora se ai turisti-passeggeri della Blu Navy viene accordato uno sconto intorno al 20 per cento se ospiti delle strutture affiliate all’associazione albergatori? Sconto che, va da sé, i generosi albergatori possono poi facilmente recuperare in mille modi.

Ma il punto è un altro. Il negativo battage mediatico non fa altro che fomentare il disprezzo e le polemiche sulle compagnie di navigazione che operano per (e si sottolinea “per”) l’isola, senza godere dei vantaggi altrui. Questo pervicace attacco è frutto di una campagna che sicuramente porta benefici economici a pochi. Sappiamo bene a chi. Sono gli stessi che si spacciano per benefattori degli elbani. E magari si nascondono tra coloro che hanno interessi nell’aeroporto, nella grande distribuzione, nelle costruzioni e nelle stesse strutture ricettive.

Un consiglio, però, per la ripresa dell’isola vogliamo darlo: occorre concentrarsi sui reali problemi dello Scoglio. Ad oggi, l’unica garanzia è rappresentata dai trasporti marittimi, mentre sanità, efficienza idrica, fognature, strade, strutture sportive e spiagge necessitano di interventi urgenti. Elba,sveglia!

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