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L’Osservatorio Trasporti: bus di linea di serie A e di B? Falso

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I sospetti che venga riservato all’Elba un trattamento marginale sui mezzi di trasporto che coprono il servizio di linea extra-urbano, sono rispediti al mittente da Irene Nicotra, responsabile del Servizio Sviluppo Strategico Pianificazione TPL per la Provincia di Livorno.

Da fine 2010 al 31 dicembre 2017, l’istituzione pseudo-abolita ha gestito il trasporto pubblico di linea su gomma in obbligo di servizio, allocando le poche risorse disponibili in base a necessità ordinarie, senza poter contare sul contributo né statale né regionale.

La paziente attesa è dovuta alle lungaggini del duello tra Rapt, colosso dei trasporti francese, e Mobit, consorzio di aziende toscane capitanate da Ferrovie. Una lunga battaglia a colpi di ricorsi, bocciature di piani economici, aggiudicazioni e riaggiudicazioni. Il bottino della contesa è sostanziale: l’intero trasporto pubblico regionale dei prossimi 11 anni, per un valore di 4 miliardi di euro.

In questo contesto gli attuali responsabili delle corse di linea dovevano far fronte da un lato al mantenimento del servizio e dall’altro agli investimenti nei mezzi. Che ovviamente non potevano essere sostanziosi. Non è una scusa, bensì una constatazione che rimette in prospettiva le accuse provenienti dallo Scoglio. La situazione è la stessa per i mezzi che circolano su tutto il territorio monitorato dall’Osservatorio Regionale per la Mobilità ed i Trasporti, che verifica l’età media del parco mezzi. Sempre in riferimento alle linee extra-urbane, da non confondere con i bus cittadini, che sono un servizio gestito dai comuni. Gli stessi comuni a cui andrebbe fatto un plauso per aver in parte sopperito con risorse aggiuntive alla latitanza di Stato e Regioni negli ultimi 7 anni.

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