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Il tornado M5S/Lega che ha squassato il panorama politico, renderà molto problematico il cammino della diciottesima legislatura. Auguri di cuore a tutti i protagonisti, siano essi tra i vincitori che tra gli sconfitti. Con un incoraggiamento speciale per il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, cui potrebbe non bastare neppure un VAR per cercare di capire quali debbano essere le decisioni giuste da prendere sul campo da gioco del nuovo Parlamento.

La rivoluzione introdotta dal responso delle urne, però, potrebbe rappresentare un’occasione storica per l’Elba. Un’occasione che varrebbe la pena di prendere seriamente in considerazione. Perché, penalizzati quei partiti dominanti che si sono distinti in questi anni per aver sistematicamente ignorato i problemi della terza più grande isola italiana, ci sarà ora una classe politica nuova di zecca a cui rinnovare le richieste di intervento.

Ecco così che agli amministratori, agli imprenditori e alle associazioni produttive dello Scoglio, si presenta l’opportunità di voltare pagina e di provare a realizzare progetti (e sogni) finiti nei cassetti di parlamentari e burocrati che hanno fatto il bello e il cattivo tempo nelle ultime legislature.

Mission impossible? Certamente sì, se si continueranno a far prevalere gli egoismi campanilistici e produttivi sugli interessi reali degli elbani; come, ad esempio, la difesa ed il potenziamento dei servizi sanitari, ma anche il tempestivo ristabilimento della continuità territoriale di quelli aeroportuali e la tanto vagheggiata destagionalizzazione.

Certamente no, se gli amministratori si daranno una struttura di tipo federativo per difendere -tutti insieme- le necessità dell’isola, con il contributo concreto delle varie realtà imprenditoriali e produttive. Sempre che, queste ultime, riescano a scuotersi dal letargo stagionale e ad uscire dalla cortina di equivoci dietro la quale si nascondono ogniqualvolta si cerca di scoprire quali possano essere i punti di partenza di ogni possibile iniziativa di rilancio dell’Elba.

L’occasione per provare a contare, insomma, è arrivata. Adesso si tratta di decidere se e come sfruttarla. Un grande convegno? Con tutti i protagonisti della vita isolana, per darsi una struttura rappresentativa capace di confrontarsi con la Regione, ma anche con Roma? È una possibilità. Il “Corriere Elbano” è a disposizione.

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