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Nei giorni scorsi, dopo la decisione di eradicare fagiani e pernici dall’Isola di Pianosa, si è assistito a un botta e risposta tra il Presidente della Fondazione Isola D’Elba ONLUS Marco Mantovani e Giampiero Sammuri, Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Alle accuse di “stragi legalizzate (…) eseguite in modo violento, maldestro e dannoso (…) che sembrano diventare l’attività principale del parco”, Sammuri ha risposto con un comunicato che ha rintuzzato in maniera esaustiva le contestazioni.

“Tutto è cominciato quando, soprattutto nella seconda metà del ‘900, – ha spiegato Sammuri – vennero immessi, senza alcun controllo e in habitat diversi da quello di provenienza, specie animali a scopo venatorio. Questo, nel corso degli anni, ha messo a rischio la biodiversità di molti habitat, in particolar modo nelle isole (…) Un articolo pubblicato su Science Advances, evidenzia che nonostante le isole nel mondo rappresentino solo il 5,3% delle terre emerse, in esse si è registrato il 61% di estinzioni negli ultimi 5 secoli, soprattutto a causa delle specie aliene invasive. Per correre ai ripari, la Comunità Europea ha emanato il regolamento 1143/2014, che vincola gli stati membri a prendere misure incisive nei confronti delle specie aliene: bloccare il commercio, il trasporto e il possesso, limitare la riproduzione e perseguire, quando possibile, l’eradicazione delle stesse”.

Conclude Sammuri: “tutte le tecniche di cattura vengono stabilite da regolamenti precisi ed effettuate da personale specializzato. Eradicare non significa uccidere senza motivo. L’obiettivo del Parco, è quello si di eradicare le specie aliene, ma per poter reintrodurre e ripopolare quelle specie autoctone”.

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