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Intervista con il responsabile dell’Acquedotto ASA Mirco Brilli

Per ovviare alla scarsità di piogge, necessari ulteriori sacrifici per residenti e turisti

La conferma viene da Mirco Brilli, dirigente di ASA per la fornitura idrica sull’isola: “Due anni consecutivi di piogge ridotte in quantità e caratterizzate da alta intensità e breve durata, non permettono una corretta ricarica delle falde, provocando una situazione sempre più difficile. È un problema che riguarda molte regioni italiane, tra cui la Toscana. All’Elba, poi, il quadro è particolarmente serio dal momento che le falde sono per il 30% sotto i livelli ordinari. Anche se ci dovessero essere forti precipitazioni in primavera, ci vorranno mesi per recuperare un certo equilibrio”.

Come vi state organizzando per quando l’isola passerà dai 30mila residenti ai 300mila turisti?
Se integriamo i dati idraulici con quelli delle Autorità competenti, si presume una presenza nei mesi estivi, in particolar modo luglio agosto, più elevata di trecentomila. Un altro fenomeno da segnalare risulta la presenza importante di turisti già a partire da giugno, in maniera più marcata dei precedenti anni, con conseguente utilizzo delle falde in anticipo rispetto ai periodi consueti di punta. La Regione Toscana ha dichiarato a giugno del 2017 lo stato di crisi idrica in tutta la Regione, che dovrebbe scadere a marzo 2018.

Secondo le nostre valutazioni per continuare all’Isola d’Elba con le attività previste nella legge sulla crisi idrica, sarebbe auspicabile un prolungamento, che aiuterebbe a superare in miglior condizioni la prossima estate. Infatti nel 2017, grazie al contributo fondamentale di questa normativa che ha semplificato alcune procedure burocratiche, e alla collaborazione con A.I.T. e con le amministrazioni locali, abbiamo realizzato cinque nuovi pozzi a partire da agosto 2017, oltre ai due già previsti ed eseguiti nella primavera del 2017. Altri due pozzi saranno realizzati entro l’estate 2018. Però se continuerà a non piovere con una certa continuità perderemo una parte della loro produzione.

Quanta acqua arriva dal continente con la condotta sottomarina?
Circa 150 litri al secondo, che si sommano nel periodo estivo alle risorse autoctone per un valore totale di circa 320 l/s, quando però le falde sono cariche. Tali valori, se pur di poco, non sono comunque in grado di garantire la punta dei consumi estivi. Inoltre la condotta sottomarina che parte da Piombino per alimentare l’Elba ha più di 30 anni.

Ma è sempre in condizioni di continuare a fare il suo dovere?
Al momento sì, siamo in grado di rilevare immediatamente qualsiasi fuga grazie a moderni sistemi di misurazione della portata ad alta precisione, telecontrollati a distanza 24 ore su 24. Inoltre tutto il tracciato della condotta viene ripetutamente monitorato da sommozzatori specializzati che non hanno riscontrato segnali di allarme immediati. Proprio in questi giorni i sommozzatori sono all’opera per rinforzare con sostegni regolabili i punti critici dovuti alle campate libere.

Comunque, residenti, proprietari di seconde case e turisti si dovranno preparare a razionamenti estivi?
Faremo il punto della situazione a fine maggio, ma anche se fossero necessari, contiamo di riuscire a contenerli al minimo possibile con la collaborazione delle Amministrazioni Comunali e dei cittadini come nell’estate 2017. L’anno scorso gli abbassamenti di pressione hanno interessato per soli tre giorni ciascun comune a rotazione. Sicuramente per tale risultato sarà indispensabile la collaborazione di tutti gli utenti, evitando ogni spreco inutile di acqua. Per questo come ogni anno faremo una campagna di sensibilizzazione sul risparmio idrico. Nell’estate scorsa, complessivamente, si è riusciti a risparmiare fino al 5 per cento, che non è poco.

E veniamo all’altro aspetto del rifornimento idrico: a che punto è il progetto del dissalatore di Mola?
Il progetto definitivo è stato approvato da tutti gli organi competenti nella Conferenza dei Servizi del 26 luglio 2017. Per venire incontro alle richieste del Comitato di cittadini costituito per impedire la realizzazione dell’opera pubblica, l’Autorità Idrica Toscana convocherà a breve il primo tavolo permanente dell’osservatorio, a cui saranno invitati i Sindaci del territorio, il Comitato, le organizzazioni ambientaliste ed ASA.

Dal punto di vista finanziario, ASA ha da tempo inserito nel piano investimenti una quota di finanziamento pari a 4,6 milioni di euro oltre a un ulteriore sforzo da 1,88 milioni di euro qualora venissero a mancare contributi diversi. La Regione Toscana sta convergendo sul dissalatore un contributo fino a 5,5 milioni di euro. Restano da perfezionare i modi e i tempi di copertura per la quota dei Comuni firmatari dell’accordo di programma del 2011 (Elbani e Val di Cornia). Superata questa fase, avremo l’avvio delle attività per la gara pubblica e a seguire i lavori.

Quindi, come al solito, ci saranno tariffe più alte…
Gli investimenti, per la quota non finanziata ovviamente, ricadono sulla tariffa di tutti gli utenti dei 33 comuni gestiti da ASA. È previsto dalla legge e funziona così in tutta Italia. La tariffa assorbe quindi gli investimenti necessari, che in questo territorio sono molto complessi e importanti, come l’impianto del Boro dell’Arsenico e del futuro Dissalatore.

Una cosa è gestire un acquedotto nel nord Italia, con molta acqua, di buona qualità e facilmente distribuibile, altra storia è gestire territori ricchi di Sali e Metalli come quelli in cui opera ASA. Le maggiori criticità sul nostro territorio sono riconducibili a: carenza di fonti idriche naturali, incidenza turistica, agricoltura idro-esigente e sottosuolo con elevate percentuali di sostanze come, ad esempio, Boro e Arsenico. Comunque, in Italia le tariffe sono tra le più basse d’Europa.

Ma in Germania lo stato delle tubature non è quello italiano…
Da noi in generale e all’Elba in particolare le falle nel sistema, con perdite, sono sempre più frequenti. Le tubazioni possono rompersi, gestiamo circa 3500 Km di rete totali e all’Elba circa 500 Km. Anche con coefficienti di rottura normali, le perdite sono 750-1000 l’anno e noi provvediamo a ripararle sostituendo i tratti peggiori o perfezionando le pressioni di erogazione con “distrettualizzazioni” di reti idriche mirate allo scopo.

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1 COMMENTO

  1. MA QUESTO DOVE VIVE? QUEST’INVERNO ABBIAMO SEMPRE AVUTO PIOGGE MODERATE E MAI FORTI, QUINDI TUTTA L’ACQUA È PENETRATA NEL TERRENO.

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